Il 25 luglio 1976 la sonda Viking 1, in orbita intorno a Marte, sorvola una regione nota con il nome di Cydonia. Sulla terra arrivano immagini che, rese pubbliche circa una settimana più tardi, lasciano a bocca aperta molti osservatori che intravedono un enorme viso umanoide sulla superficie del pianeta rosso.
Si scatena la fantasia di appassionati ufologi e comuni cittadini, in breve tempo la foto del “volto di Marte” fa il giro del mondo e si accavallano le teorie più disparate. Trent’anni più tardi le immagini ad alta risoluzione ottenute dall’ESA dimostrano che quello che si riteneva essere un colossale volto marziano, altro non è che una formazione montuosa che di artificiale ha ben poco. La famosa foto del Viking 1 fu una semplice concomitanza di suggestive luci radenti ed errori di comunicazione (la narice della foto originaria è in realtà una lacuna occorsa durante la trasmissione dati).

Nella cultura di massa il volto di Cydonia ha rappresentato una miniera d’oro sul piano multimediale. Citato in numerosi romanzi, il complesso ha stimolato la fantasia di sceneggiatori, registi e sviluppatori di videogiochi. Il presunto “manufatto alieno” compare nelle serie cult X-files e Futurama, rappresentando inoltre il livello finale del videogioco X-Com: Enemy Unknown. Il volto di Marte è un elemento fondamentale nello svolgimento del film Mission to Mars (2000) diretto da Brian De Palma.







