Home 1960 Ib Melchior e la fantascienza da drive-in: idee ambiziose, budget minuscoli

Ib Melchior e la fantascienza da drive-in: idee ambiziose, budget minuscoli

Ib-Melchior

Ib Melchior (1917-2015), influente sceneggiatore e regista danese naturalizzato statunitense, è una delle figure più singolari della fantascienza cinematografica americana. Nato a Copenaghen nel 1917 e trasferitosi negli Stati Uniti alla fine degli anni ’30, dopo una carriera teatrale e una parentesi nell’intelligence dell’esercito USA durante la Seconda Guerra Mondiale, si impose come romanziere, sceneggiatore e regista, spesso legato al cinema di serie B della American International Pictures. Melchior si è spento a Los Angeles il 14 marzo 2015, raggiungendo i 97 anni dopo una vita dedicata all’immaginazione.

Marte distruggerà la Terra 1959

La sua filosofia era semplice: grandi idee, budget piccolissimi e un’enorme creatività per compensare i limiti tecnici. Questo spirito è evidente già nel suo primo grande successo, Marte distruggerà la Terra (The Angry Red Planet), film del 1959 realizzato in soli nove giorni con un budget di circa duecentomila dollari. Melchior ne cura sia la regia sia la sceneggiatura, in collaborazione con Sidney W. Pink. Il film racconta il ritorno di una missione marziana in condizioni misteriose, svelate poi tramite un lungo flashback, e utilizza la particolare tecnica CineMagic, un processo che combinava live action e illustrazione con una predominanza di toni rossi. La soluzione, pensata per ridurre drasticamente i costi degli effetti speciali e scenografici, si trasformò nell’elemento più distintivo dell’opera, dando ai paesaggi marziani un’atmosfera quasi fumettistica. Nonostante gli elementi grossolani e la presenza di mostri giganteschi di fattura economica, il film è oggi considerato un cult del cinema fantascientifico da drive-in.

Reptilicus – Il mostro distruggitore (1961)

Due anni dopo, Melchior firma la sceneggiatura di Reptilicus, un monster movie nato da una coproduzione danese-americana. L’idea di base ruota attorno al ritrovamento e allo scongelamento di un pezzo di coda preistorica, dal quale si rigenera un gigantesco mostro che devasta città e dintorni. Il film, girato sia per il mercato danese, sia per quello statunitense, presenta due versioni leggermente differenti. Gli effetti speciali sono stati realizzati con pupazzi e modellini rudimentali, ma per Melchior rappresentò un esperimento interessante: applicare la struttura narrativa tipica dei monster movie americani, incentrata su scienziati, esercito e grandi metropoli in pericolo, a una produzione europea con risorse notevolmente più contenute.

Viaggio al settimo pianeta

Nel 1962 Melchior scrive Viaggio al settimo pianeta (Journey to the Seventh Planet), diretto anch’esso da Sidney W. Pink. Il film, una coproduzione tra Stati Uniti e Danimarca, distribuita in America dalla AIP, immagina una missione delle Nazioni Unite del 2001 diretta verso Urano. Lì gli astronauti trovano un ambiente stranamente ospitale, abitato da belle donne e scenari paradisiaci, scoprendo poi che tutto è una proiezione mentale creata da una misteriosa entità aliena a forma di gigantesco cervello. Il film è stato spesso considerato ingenuo, ma un interessante esercizio di fantascienza psicologica. Melchior, infatti, esplora il tema della realtà illusoria e della manipolazione mentale, anticipando atmosfere di serie e film del periodo

S.O.S. Naufragio nello Spazio (1964)

Uno dei progetti più prestigiosi ai quali Melchior partecipò fu S.O.S. Naufragio nello Spazio (Robinson Crusoe on Mars) del 1964, diretto da Byron Haskin. Melchior ne condivide la sceneggiatura con John C. Higgins, trasformando il romanzo classico di Defoe in una storia di sopravvivenza astronautica. Il protagonista si ritrova solo su Marte e deve imparare a gestire risorse limitate come ossigeno, acqua e cibo, affrontando la solitudine e minacce aliene. A differenza di molti lavori di Melchior, questo film era di medio budget e aveva ambizioni più elevate, con una produzione più curata. Rimane il suo contributo più vicino al cinema “di qualità”, pur senza perdere quel gusto per l’avventura scientifica che caratterizzava i suoi lavori.

(The Time Travelers)
Viaggiatori del Tempo (The Time Travelers) 1964

Nello stesso anno Melchior scrive e dirige Viaggiatori del Tempo (The Time Travelers), probabilmente la sua opera più celebrata come autore totale. Prodotto per la American International Pictures con un budget di circa duecentocinquantamila dollari, il film racconta di un gruppo di scienziati del 1964 che, attraverso un portale temporale, finisce nel 2071, in un mondo devastato post-apocalittico dove gli ultimi umani sopravvivono nel sottosuolo, in lotta contro mutanti ostili utilizzando degli androidi. Melchior sopperisce alla povertà dei mezzi con ingegnose soluzioni visive, come la celebre scena dell’androide decapitato ottenuta con un trucco da illusionista. Il film, guidato da concetti forti e da un finale sorprendentemente cupo, influenzò direttamente la serie televisiva The Time Tunnel, il successivo film Journey to the Center of Time e molti anni dopo Terminator. Oggi è considerato un classico del filone dei viaggi nel tempo e uno dei migliori esempi di film a basso budget con approccio “high concept”.

L’impatto di Melchior sulla fantascienza non si limita ai film che scrisse o diresse direttamente. Il suo racconto The Racer del 1956 ispirò infatti il celebre Anno 2000 – La corsa della morte (Death Race 2000) del 1975, prodotto da Roger Corman. La struttura distopica della corsa automobilistica letale, in cui i piloti guadagnano punti uccidendo pedoni sotto un regime totalitario, proviene chiaramente dalla sua idea. Pur trasformato da Paul Bartel in un’opera più satirica e violenta, il concetto rimane fedele alla visione di Melchior. Il film è diventato un cult, generando remake, sequel e persino influenzando videogiochi come Carmageddon.

The Outer Limits

Nel 1965 Melchior firma anche l’episodio The Premonition della seconda stagione di The Outer Limits, una storia costruita su un’alterazione locale del tempo, coerente con l’interesse dell’autore per paradossi temporali e realtà instabili. La sua creatività, sempre in equilibrio tra limiti produttivi e idee ambiziose, gli valse nel 1976 un Golden Scroll Award dall’Academy of Science Fiction, Fantasy and Horror Films.
Tra i vari progetti a cui partecipò, nel 1965, si occupò della scrittura della sceneggiatura di Terrore nello spazio di Mario Bava, per la versione in lingua inglese del film, con l’assistenza del produttore AIP Louis M. Heyward.

Nonostante la sua produzione fosse quasi sempre confinata al territorio del B-movie, Ib Melchior ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario fantascientifico cinematografico, ispirando grandi cineasti e dimostrando che l’artigianato può influenzare il genere tanto quanto i grandi blockbuster.

I film che hanno ispirato la saga di Terminator di James Cameron

Viaggiatori del Tempo (1964)

S.O.S. Naufragio nello Spazio (1964)

Viaggio al settimo pianeta (1962)

Reptilicus – Il mostro distruggitore (1961)

Anno 2000 – La Corsa della Morte (1975)