Il primo Uomo Ragno televisivo in carne e ossa
Prima che il personaggio diventasse un colosso cinematografico, Spider-Man aveva già tentato la strada del live action con The Amazing Spider-Man, serie televisiva statunitense trasmessa dalla CBS tra dal 1977 al 1979. Lo show, creato da Alvin Boretz e basato sul personaggio Marvel ideato da Stan Lee e Steve Ditko, ebbe come volto principale Nicholas Hammond nel ruolo di Peter Parker. In tutto vennero prodotti 13 episodi, compreso il film pilota da 90 minuti che aprì la strada alla serie vera e propria.
A rivederla oggi, questa incarnazione televisiva dell’Uomo Ragno appare inevitabilmente figlia del suo tempo, ma proprio per questo mantiene un fascino particolare. È una produzione che cerca di trasferire sul piccolo schermo uno dei supereroi più popolari della Marvel quando il cinecomic non aveva ancora trovato un linguaggio consolidato. Le sue storie sono ambientate a New York, città simbolo del personaggio, anche se la lavorazione si svolse per la maggior parte a Los Angeles.

Peter Parker, interpretato da Nicholas Hammond, è uno studente universitario che, dopo il morso del celebre ragno radioattivo, ottiene capacità straordinarie e decide di usarle per combattere il crimine. Nel film pilota affronta un truffatore che manipola mentalmente le persone, mentre negli episodi successivi si misura con minacce di varia natura, spesso più vicine al poliziesco, allo spionaggio o al thriller, piuttosto che al tipico villain dei fumetti. È proprio questo uno degli elementi che distingue la serie: invece di puntare su un universo pieno di supercriminali riconoscibili, preferisce sviluppare vicende più “terrestri”, adattate ai limiti di budget televisivi dell’epoca.
Accanto a Hammond troviamo Robert F. Simon nei panni di J. Jonah Jameson, Chip Fields nel ruolo di Rita Conway, Michael Pataki come il capitano Barbera nella prima stagione ed Ellen Bry come Julie Masters nella seconda. Nella puntata pilota, però, Jameson era interpretato da David White, poi sostituito nella serie regolare.

Dietro le quinte la genesi del progetto non fu semplice. Stan Lee aveva venduto alla CBS i diritti per produrre una serie live action in prima serata, ma durante lo sviluppo emersero attriti con il produttore Daniel R. Goodman sulla direzione creativa dello show. La serie comunque esordì con il pilot Spider-Man del 1977, ottenendo ottimi ascolti. Nonostante questo, la CBS ordinò inizialmente solo cinque episodi, e anche in seguito preferì programmare la serie in modo discontinuo. Lo show continuò comunque a ottenere risultati di pubblico notevoli, ma i costi elevati e le difficoltà nel conquistare in modo più netto la fascia adulta portarono alla cancellazione dopo la seconda stagione.
Uno degli aspetti più curiosi della serie è proprio il suo rapporto contraddittorio con il successo. Da un lato gli ascolti furono buoni; dall’altro la CBS temeva di essere identificata come una rete troppo sbilanciata verso il filone supereroistico, dato che in quegli anni stava già trasmettendo o sviluppando altri titoli simili. Anche i fan più appassionati del personaggio non furono sempre indulgenti: molti criticarono l’assenza dei celebri supercriminali dei fumetti e l’allontanamento, soprattutto nella seconda stagione, dal tono fumettistico.

Dal punto di vista storico, però, The Amazing Spider-Man resta un passaggio importante. Non solo rappresenta una delle prime incarnazioni televisive live action di un personaggio Marvel, ma mostra anche quanto fosse difficile, negli anni ’70, tradurre sullo schermo un eroe dinamico e acrobatico come Spider-Man. Gli effetti speciali, le scene d’azione e perfino il costume oggi possono apparire ingenui, ma all’epoca costituivano un tentativo ambizioso.
Un’altra particolarità interessante riguarda la distribuzione. L’episodio pilota e alcune coppie di puntate furono rimontati e distribuiti nei cinema anche in Italia come film autonomi: L’Uomo Ragno (1977), L’Uomo Ragno colpisce ancora (1978) e L’Uomo Ragno sfida il Drago (1979). Si trattò di una scelta che testimonia come il personaggio, già all’epoca, avesse un potenziale commerciale anche fuori dal mercato televisivo americano.

Oggi la serie The Amazing Spider-Man non è ricordata come una grande serie supereroistica in senso stretto, ma come un’opera pionieristica, seppur a tratti goffa. È il ritratto di una fase in cui la fantascienza pop e il fumetto americano cercavano una forma televisiva prima dell’esplosione moderna del cinecomic cinematografico.
Di seguito, le sigle delle due stagioni composte rispettivamente da Stu Phillips (Battlestar Galactica) e Dana Kaproff:
Di seguito, un articolo riguardante il film de L’uomo ragno anni ’80 mai realizzato:








