Home 1970 Dark Star: ritrovata la miniatura del surfista

Dark Star: ritrovata la miniatura del surfista

H. Walton with Dark Star 1974 original screen used miniature. Paolo Prevosto collection
H. Walton insieme alla miniatura

Dark Star è una commedia fantascientifica americana del 1974, diretta e prodotta da John Carpenter, con la sceneggiatura co-scritta insieme a Dan O’Bannon. Questo film segna il debutto alla regia di Carpenter e rappresenta il primo lungometraggio per O’Bannon, che ha anche ricoperto i ruoli di montatore, scenografo, supervisore degli effetti visivi e interprete del sergente Pinback. Il cast include Brian Narelle, Cal Kuniholm, Dre Pahich e Joe Saunders. La colonna sonora elettronica è stata composta dallo stesso Carpenter. Originariamente concepito come un progetto studentesco alla University of Southern California tra il 1970 e il 1972, il film è stato progressivamente ampliato fino a diventare un lungometraggio.

Il film è una parodia satirica della fantascienza “pulita” dell’epoca, come 2001: Odissea nello Spazio. Racconta le disavventure dell’equipaggio “sgangherato” dell’astronave Dark Star, in missione ventennale per distruggere pianeti instabili che potrebbero minacciare future colonizzazioni.
Dark Star vanta anche estimatori tra i cineasti, come Steven Spielberg, ed è stato apprezzato per il suo approccio umoristico e innovativo verso la fantascienza, portando alla realizzazione di opere come Alien (1979) a cui O’Bannon ha contribuito come sceneggiatore insieme Ronald Shusett.
Nonostante le limitazioni di budget, Dark Star ha mostrato la creatività e il talento emergente di Carpenter e O’Bannon, lasciando un’impronta duratura nel genere.

La miniatura in una foto promozionale dell’epoca.

Da alcuni decenni mi dedico con passione al collezionismo di oggetti di scena originali e, in tutto questo tempo, non mi è mai capitato di vedere nulla utilizzato nella produzione di Dark Star, ad eccezione della miniatura dell’astronave che, fino a qualche tempo fa, faceva parte della collezione del modellista Greg Jein, che all’epoca supervisionò la costruzione delle miniature per il film.

H. Walton insieme alla miniatura

La svolta è arrivata alcuni mesi fa, quando ho ricevuto direttamente dalle mani del modellista H. Walton ciò che resta dell’iconica miniatura di Doolittle sul surf. Walton, con la passione di chi ha vissuto quei momenti, mi ha raccontato come, su incarico di Jein, fu chiamato a realizzare due miniature di Doolittle, una delle quali raffigurava il personaggio sul surf. Dopo le riprese, tutti gli accessori, casco, zaino, pettorale, testa, stivali e surf, vennero riconsegnati a Jein, che probabilmente li riutilizzò in produzioni successive. Il corpo della miniatura, seppur privo di alcune parti, è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri. Non sarà completo, ma è una testimonianza preziosa!

Una scena del film.

La tuta spaziale di Doolittle è un piccolo capolavoro artigianale. Walton la realizzò in schiuma di lattice, un materiale duttile ma delicatissimo, che con il tempo si secca e diventa estremamente fragile. Per questo motivo, oggi non è possibile modificare la posizione del personaggio senza rischiare danni irreparabili. La base della miniatura è una action figure G.I. Joe dell’epoca, ulteriormente rinforzata con un’armatura in fil di ferro, che permetteva di mantenerne la posizionare desiderata del personaggio durante le riprese.

Dark Star 1974 original screen used miniature. Paolo Prevosto collection
La miniatura originale dell’astronauta di Dark Star oggi. Collezione: www.paoloprevosto.com
La miniatura all’epoca.

Oggi, come potete vedere nella foto sopra, la miniatura è conservata in una teca sigillata.
Grazie ad alcune foto dell’epoca ho anche realizzato alcuni accessori nello stile “grezzo” con cui vennero fatti originariamente. Ovviamente, non si tratta di un allestimento invasivo, poiché gli accessori sono semplicemente appoggiati per l’esposizione.

Una scena del film.

Nella breve intervista che segue, H. Walton mi racconta il suo incontro con O’Bannon:

«Uno dei ricordi più strani che ho di Dark Star riguarda la chiamata di Dan O’Bannon per incontrarlo. Si trovava in una sorta di dormitorio vicino all’università USC, credo, così andai a trovarlo per discutere dell’astronauta in miniatura che dovevo realizzare per Greg Jein. Quando Dan aprì la porta, era in pigiama e sembrava appena svegliato. Il mio primo incontro con lui fu piuttosto buffo: aveva i capelli scompigliati e, nella mia mente, ridevo pensando: questo tizio è strano. Entrammo in una grande stanza del dormitorio, probabilmente destinata ai ragazzi, e il caos regnava sovrano: letti ovunque, disordine totale, oggetti sparsi dappertutto. In quel momento non avevo ancora capito quanto fosse creativo, per me era solo un tipo qualsiasi. Poi, il suo film studentesco divenne un cult.
Per Dark Star realizzai il corpo dell’astronauta, mentre Greg Jein si occupò del casco e degli altri dettagli della tuta. Costruii la tuta posizionabile in schiuma di lattice con un’armatura metallica interna, simile a un pupazzo da stop-motion, ma pensata per rimanere in posa fissa. Era il personaggio che utilizzava un detrito dell’astronave esplosa come tavola da surf».

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