L’Uomo che Visse nel Futuro (The Time Machine) è un film di fantascienza americano del 1960, prodotto e diretto da George Pal. La pellicola è basata sull’omonimo racconto, scritto nel 1895 da uno dei più influenti autori di fantascienza, HG Wells. Nel film recitano Rod Taylor, Yvette Mimieux e Alan Young. Inizialmente, Pal pensò di scegliere, per il ruolo del protagonista, un attore britannico di mezza età come David Niven o James Mason. In seguito cambiò idea e scelse il giovane attore australiano Rod Taylor, per dare al personaggio una dimensione più atletica. Per Taylor fu il primo ruolo da protagonista in un lungometraggio. Il film è considerato un classico del cinema fantascientifico e nel 2002 ne è stato realizzato un remake dal titolo The Time Machine, diretto da Simon Wells.

Gene Warren e Tim Baar hanno ricevuto l’Oscar per i migliori effetti speciali, gli effetti fotografici time-lapse, che mostrano il mondo cambiare rapidamente mentre il viaggiatore del tempo viaggia verso il futuro. La macchina del tempo è stato disegnata dall’art director della MGM Bill Ferrari e costruita da Wah Chang, oggi questo celebre oggetto di scena è considerato iconico. La pellicola è stata girata in Metrocolor della Metro-Goldwyn-Mayer. Con un budget inferiore ad un milione di dollari, il film non poteva essere girato a Londra, fu girato infatti dal 25 maggio al 30 giugno 1959, a Culver City, in California, con un vasto utilizzo di sfondi dipinti, miniature e matte painting. Una curiosità, alcuni costumi di scena sono stati riciclati dal film Il Pianeta Proibito, anch’esso prodotto dalla MGM.



Trama
Nell’Inghilterra vittoriana, un inventore costruisce una macchina, che gli permette di viaggiare verso un lontano futuro. Una volta lì, scopre che i discendenti dell’umanità si sono divisi in due specie, gli Eloi passivi, infantili e vegetariani e i Morlock sotterranei, che si nutrono degli Eloi…








