Home 1990 “JOHNNY MNEMONIC” – 1995

“JOHNNY MNEMONIC” – 1995

La corrente letteraria denominata Cyberpunk è stata tra le più influenti che abbiano visto la luce al crepuscolo del ventesimo secolo. Nato all’inizio degli anni ’80, il Cyberpunk risponde a precisi stilemi che si riproporranno in moltissime pellicole nel ventennio che precorre gli anni duemila: vero e proprio esponente di spicco del Cyberpunk è William Gibson, autore di alcuni tra i racconti più conosciuti del genere.

Nel 1986 viene data alle stampe un’antologia destinata a fare scuola: la raccolta, intitolata “La Notte che Bruciammo Chrome”, è un collettore di dieci racconti brevi scritti tra il 1977 e il 1985.
“Johnny Mnemonico” del 1981 apre l’antologia ed è da considerarsi un archetipo dello stile Cyberpunk.

Anno 1995: il World Wide Web è diventato una realtà consolidata, un’acerba informatica di massa mostra tutte le sue potenzialità, la realtà virtuale irrompe nelle case degli utenti, allucinata da pellicole quali “Il Tagliaerbe” (1992). I tempi sono maturi per girare un film che tratti in modo approfondito queste nuove e complesse tematiche.

Il 26 maggio 1995 esce nelle sale statunitensi “Johnny Mnemonic”.

Johnny è un corriere mnemonico, un individuo a cui sono state installate protesi neurali in grado di trasportare enormi quantità di dati: il giovane uomo conduce una vita piatta, apparentemente votata all’edonismo. Tutto cambia quando un gruppo di hacker gli commissiona un trasporto scottante: sarà l’inizio di una corsa contro il tempo per sfuggire alla Yakuza (che reclama ciò che Johnny trasporta) e per scaricare la mole di dati immagazzinata, ben superiore a quanto la memoria del corriere possa effettivamente sopportare. Sul suo cammino si scontrerà inoltre con i Lo-Tek, un gruppo sovversivo che vive nelle periferie degradate e combatte il sistema.

Il regista Robert Longo dirige Keanu Reeves in un film dalle atmosfere algide e degradanti: lo stesso Reeves recita con metodo asciutto e risoluto, freddamente perfetto come il suo inseparabile abito scuro. “Johnny Mnemonic” è un film ambizioso. Lo stesso Gibson è chiamato a curarne la sceneggiatura ed il cast è di tutto rispetto: i comprimari Dolph Lungrend, Takeshi Kitano e Dina Meyer si alternano a nomi noti della musica quali Ice-T ed Henry Rollins. Gli effetti visivi, di ottimo livello, alternano sapientemente tecniche classiche alle nuove risorse della CGI, così come la conosciamo.

Nonostante le forze in campo, “Johnny Mnemonic” non farà immediatamente breccia nel cuore del pubblico: con un budget di 25 milioni di dollari, il film ne incasserà meno di 20 negli Stati Uniti e rientrerà delle spese solo grazie agli incassi fuori patria. Le cause potrebbero ricercarsi in un argomento non propriamente accessibile a tutti. Nei primi anni ’90 internet e cyberspazio rappresentano ancora una nicchia per molti utenti: paradossalmente, si potrebbe anche analizzare come lo stesso decennio decreti il tramonto delle suggestioni narrative proprie del Cyperpunk.

Nonostante ciò, “Johnny Mnemonic” rappresenta un piccolo cult movie, coraggioso trampolino che spingerà a girare, quattro anni più tardi, quello che è da considerarsi il vero canto del cigno del cinema Cyberpunk e, probabilmente, il miglior film di fantascienza del decennio: il fortunatissimo “Matrix” (1999) rivedrà come protagonista un Reeves più maturo e complesso nei panni del predestinato Neo. Per un istante risulta impossibile non ritornare con la mente a Johnny.