Home 1970 Deathlok: il cyborg dimenticato della Marvel

Deathlok: il cyborg dimenticato della Marvel

Deathlok

C’è un personaggio poco conosciuto, che ha anticipato alcune delle tematiche più profonde e inquietanti della fantascienza cyberpunk contemporanea: il suo nome è Deathlok, noto anche come Deathlok the Demolisher.

Creato nel 1974 da Rich Buckler e Doug Moench, Deathlok fece il suo debutto su Astonishing Tales #25 dell’agosto 1974. Dietro la maschera metallica del primo Deathlok si nascondeva il colonnello Luther Manning, un soldato del futuro trasformato in una macchina da guerra senz’anima. Ma a differenza di altri personaggi simili, Deathlok non è mai solo un’arma: è una creatura tormentata, divisa tra la propria umanità perduta e la programmazione spietata che lo guida.

Deathlok

Deathlok ha debuttato in Italia grazie all’Editoriale Corno, con il nome di Cybernus, all’interno de L’Uomo Ragno numero 201 del 1978. Mentre l’albo Astonishing Tales #25 (agosto 1974) è stato pubblicato in Italia per la prima volta all’interno della collana Gli Eterni, numero 23, pubblicata nel gennaio 1980.

Gli Eterni 23

Una maschera, tanti volti
Deathlok non è un singolo personaggio, ma una vera e propria identità che nel tempo è stata assunta da più individui, in epoche e contesti diversi. Oltre a Luther Manning, altri volti hanno indossato il suo innesto cibernetico: Michael Collins, Jack Truman, Rebecca Ryker, Henry Hayes e Jemma Simmons. In tutti i casi, Deathlok è sempre un essere spaccato tra ciò che è e ciò che lo hanno fatto diventare: siamo ancora noi stessi quando metà del nostro corpo – o del nostro pensiero – non ci appartiene più?

deathlok

Cyborg, soldati e distopie
Deathlok ha anticipato molti temi che sarebbero poi esplosi nel cinema e nella narrativa di fantascienza: il soldato potenziato, la deumanizzazione della guerra, il libero arbitrio messo a repentaglio dalla tecnologia. In anni in cui l’intelligenza artificiale era ancora un concetto futuribile, Marvel già raccontava il dilemma etico dell’uomo macchina.

Eppure, nonostante la sua potenza narrativa, Deathlok non è mai riuscito a ritagliarsi un posto tra i nomi “di punta” del mondo Marvel. Forse troppo cupo o forse semplicemente troppo avanti rispetto ai tempi?

A livello cinematografico, il tema centrale di Deathlok trova un’eco nel filone di film anni ’80 dedicati ai cyborg, incentrati su protagonisti a metà tra uomo e macchina e sul loro conflitto interiore tra ciò che rimane della loro personalità umana e il software che li guida. Questa somiglianza potrebbe confermare l’idea che il fumetto fosse, in un certo senso, in anticipo sui tempi. È vero anche che prima di Deathlok il tema dell’essere umano ricostruito con componenti meccaniche era già stato esplorato nella narrativa: basti pensare al romanzo Cyborg di Martin Caidin, pubblicato nel 1972, da cui fu tratta la celebre serie televisiva L’uomo da sei milioni di dollari. Tuttavia, Deathlok si distinse fin da subito per un taglio molto più cupo e pessimista.
Le affinità sono particolarmente evidenti se si pensa a franchise come RoboCop e Terminator, entrambi nati anni dopo la prima apparizione di Deathlok.
Curiosamente, Edward Neumeier, sceneggiatore e creatore di RoboCop, aveva un legame diretto con il mondo del fumetto prima di scrivere il film. In un’intervista rilasciata a Claire Shaffer su Newsweek, ha raccontato che nei primi anni ’80, mentre lavorava alla Columbia Pictures, uno dei suoi incarichi era proprio quello di leggere fumetti per valutare se fossero adatti a un adattamento cinematografico. Pur senza citare espressamente Deathlok, è plausibile ipotizzare che ne conoscesse l’esistenza e che possa averne tratto ispirazione, viste le forti somiglianze tematiche.

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La TV gli dà una seconda vita
Una nuova generazione ha conosciuto Deathlok grazie alla serie TV Agents of S.H.I.E.L.D., dove il personaggio viene reinterpretato nei panni di Mike Peterson, interpretato da J. August Richards. Un ex pompiere che, dopo una serie di eventi drammatici, viene trasformato in un cyborg dall’organizzazione Centipede.

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Il 50° anniversario
Nel 2024, Marvel ha celebrato il 50° anniversario della creazione di Deathlok con un albo speciale: Deathlok 50th Anniversary Special #1, scritto da Justina Ireland e Christopher Priest e disegnato da Denys Cowan e Dale Eaglesham. L’albo ha visto anche la partecipazione di un villain d’eccezione: Doctor Doom. Un modo per riportare alla ribalta un personaggio che, nel suo silenzio metallico, ha lasciato un segno profondo nella storia Marvel.

deathlok marvel 1990

Un personaggio da riscoprire
Deathlok non è un eroe brillante, non salva il mondo con battute ironiche o raggi fotonici. È un sopravvissuto. Un essere di carne e metallo, che cerca disperatamente di ricordarsi chi è, mentre il mondo, e il suo stesso corpo, lo spingono a diventare qualcos’altro. Forse è proprio per questo che vale la pena ricordarlo.