Home 1980 Intervista esclusiva a Enzo G. Castellari: la trilogia postatomica

Intervista esclusiva a Enzo G. Castellari: la trilogia postatomica

Enzo G. Castellari

Il regista, sceneggiatore ed attore Enzo G. Castellari, orgoglio nazionale, non ha bisogno di presentazioni. Ha diretto pellicole divenute veri cult, come La polizia incrimina, la legge assolve, Il cittadino si ribella, Keoma, L’ultimo squalo e Quel maledetto treno blindato che ha ispirato Quentin Tarantino per il suo Bastardi senza gloria.

Castellari ha pubblicato la sua autobiografia dal titolo Enzo G. Castellari – Il Bianco Spara!, 608 pagine piene di curiosità ed aneddoti arricchite da 32 foto dall’archivio personale del regista.

Nei primi anni ’80 Castellari girò alcuni film di fantascienza postatomica, ecco una breve intervista che il maestro ci ha gentilmente rilasciato.

Qual è il tuo rapporto con la fantascienza e quali sono i primi film di fantascienza che hai visto?

Non sono un grande appassionato di fantascienza, negli anni ’50 devo dire che nessun film di questo genere mi ha colpito, erano fatti un po’ male ed in bianco e nero; non mi sono mai affezionato a questo genere. Quando però nel 1968 uscì 2001: Odissea nella Spazio, fu “il miracolo dei miracoli” e considero Kubrick l’unico genio del cinema.

Dopo il grande successo di Star Wars (1977) sono stati girati vari film di fantascienza anche in Italia, tra cui L’Umanoide, di Aldo Lado, quale è stata la tua partecipazione al film?

L'Umanoide 1979 Aldo Lado

Era un film della Titanus e Goffredo Lombardo, il produttore con cui ero in contatto per altri lavori, mi chiese se potevo girare alcune scene, ci accordammo per il compenso e partecipai al film. Ho diretto l’attore Richard Kiel, gigante che interpretava il personaggio Squalo nella serie di 007 e ricordo che aveva alcuni problemi fisici tipici delle persone di alta statura. Lo trovai stremato anche per il fatto non c’era nessuno che parlasse inglese, comunque riuscimmo a fare un buon lavoro e con me trovò un altro gigante, visto che mi mancavano solo 10 cm per essere alto come lui. Non ho mai visto il film completato.

I guerrieri del Bronx_enzo g castellari

Come è nata la produzione di 1990 – I guerrieri del Bronx?

È stata una idea geniale del produttore De Angelis, che vedendo i film americani mi disse: facciamo qualcosa anche noi. Il primo fu un successo straordinario in tutto il mondo, ricordo la prima a New York in cui era presente al cinema tutto il Bronx, con file lunghissime all’entrata, tanto è vero che sono su una pagina di Variety nella classifica al quinto posto per gli incassi americani. Fu una sorpresa straordinaria per tutti, tanto che facemmo subito I Nuovi Barbari e subito dopo abbiamo fatto Fuga dal Bronx.

Fuga dal Bronx_enzo g castellari

Come fu girare nel Bronx?

Io e la mia piccola troupe italiana fummo ben accolti, perché per esempio, all’ora di pranzo invitavamo tutti quelli che erano nei dintorni e facevamo lavorare quasi tutti quelli che venivano sul set, è stato piacevole.

Quindi furono ingaggiati veri teppisti?

Si, si, io racconto nel mio libro un aneddoto riguardo il primo giorno di riprese.

I nuovi barbari Enzo G. Castellari spiega la scena a ENIO GIROLAMI e MASSIMO VANNI
Sul set de I nuovi barbari.

Quali sono stati i film che hanno ispirato particolarmente la tua produzione di fantascienza?

1997: Fuga da New York di Carpenter, è determinante, il film che avrebbero voluto fare tutti! Poi I Guerrieri della Notte.

Ha mai parlato con Tarantino dei tuoi film postatomici?

Credo che neanche lui sia un grande appassionato di fantascienza, queste pellicole le ha sicuramente viste perché è un “divoratore” di film, proprio per la passione che ha nei confronti del cinema. Non mi pare abbia mai citato film di fantascienza come fonti di ispirazione.