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Segnale Wow!: tra realtà e fiction

Wow! signal

“Avremmo dovuto vedere di nuovo il segnale quando lo abbiamo cercato per 50 volte. Qualcosa suggerisce che fosse un segnale originatosi sulla Terra e semplicemente riflesso da un detrito spaziale”

Jerry R. Ehman

A volerci credere, l’anno 1977 deve aver avuto un significato preciso nella mitopoiesi extraterrestre. In quell’anno milioni di spettatori assistevano attoniti alle proiezioni di film destinati a divenire icone del cinema. Se George Lucas portava su schermo la saga di Guerre Stellari, una delle più longeve e prolifiche della storia, l’amico Steven Spielberg rispondeva con un film dai toni più adulti, con sfumature quasi messianiche: Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo era la consacrazione di Spielberg come regista e non solo. In modo inedito, il regista affrontava l’ipotesi di un incontro con entità extraterrestri e si interrogava sulle modalità di comunicazione con queste ultime. Per ironia del destino, la Nasa si accingeva a lanciare le sonde Voyager, veri e propri eremiti spaziali, oggi totalmente slegati dal sistema solare, riportanti a bordo le preziose incisioni chiamate Golden Record, da considerarsi biglietti da visita (o se preferite messaggi nella bottiglia) del nostro pianeta, raccontato attraverso immagini e suoni incisi su speciali dischi.

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO

Era il 15 agosto di quel particolare 1977 quando l’astronomo Jerry R. Ehman,volontario presso il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University, passava in rassegna decine di tabulati stampati, che riportavano in termini numerici segnali provenienti da altre galassie. Quando gli occhi di Ehman si posarono su una stringa in particolare, un brivido pervase lo scienziato, che cerchiò in rosso la sequenza e commentò al margine del foglio con un laconico “WOW!”. Il segnale, della durata di circa 72 secondi ( tempo massimo in cui l’antenna del radiotelescopio poteva osservare una singola area del cielo) riportava i valori 6EQUJ5, riferiti ai livelli di intensità ricevuti, di cui il picco “U” corrispondeva a un’intensità ben oltre la norma. Il segnale, proveniente da una porzione all’interno della costellazione del sagittario, si trovava vicino alla frequenza di 1.420 MHz, corrispondente all’emissione naturale dell’idrogeno, l’elemento più abbondante dell’universo. Questa banda è considerata “silenziosa”, poiché la maggior parte dei fenomeni astronomici non interferisce significativamente con essa. Per questo motivo, gli esperti del SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) la considerarono una delle migliori bande in cui scrutare eventuali segnali artificiali. In quasi 50 anni, nessuno è stato in grado di replicare o spiegare completamente il “segnale Wow!”. Fenomeni naturali estremi e sconosciuti, riflessioni di satelliti o detriti, emissioni di comete: le ipotesi a riguardo sono molteplici, anche se, ovviamente, la più affascinante e suggestiva rimane quella di un segnale proveniente da qualche forma di intelligenza extraterrestre. Tra gli scettici c’è il presidente del METI, l’astrobiologo Douglas Vakoch: sulle pagine del quotidiano Die Welt Vakoch nota come qualsiasi presunta rilevazione del segnale SETI deve essere replicata per conferma, e la mancanza di tale replica per il “segnale Wow!” ne denoti la scarsa credibilità. Per quanto la Scienza sia sempre rimasta piuttosto cauta, pur riconoscendo la singolarità dell’evento, il cinema e la tv hanno attinto a piene mani dal fatto occorso nel 1977.

contact 1997 film

Tra le citazioni più famose di questo evento spiccano l’episodio ” Little green men” della serie cult X-Files e una analoga nel secondo episodio della serie Netflix Il problema dei tre corpi. Il segnale WOW ha un ruolo anche nel film Contact (1997) diretto da Robert Zemeckis e basato sull’omonimo romanzo del 1985 scritto da Carl Sagan. A questo misterioso fenomeno sono stati dedicati numerosi podcast e special, tra cui Wow Signal, documentario nel quale viene intervistato anche lo stesso Ehman. A prescindere dalla spiegazione che potrebbe svelare il mistero del “segnale Wow!”, ciò a cui oggi bisogna guardare è quello che l’avvenimento stesso rappresenta. In un’epoca di disordine e incertezza, il “segnale Wow!” ci ricorda quel giorno del 1977 nel quale, anche solo per un attimo, l’umanità accarezzò il pensiero di essere meno sola e abbandonata al proprio destino, in quel piccolo punto blu che è il nostro pianeta.

X-Files