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VEDERE SENZA ESSERE VISTI, L’INVISIBILITA’ NEL CINEMA

Vedere senza essere visti, ascoltare conversazioni private di interlocutori ignari. Da sempre l’invisibilità è uno dei poteri più bramati.

ELETTROMAGNETISMO E METAMATERIALI
28 ottobre 1943: alle 17:15 la nave da guerra U.S.S. Eldrige scompare per alcuni secondi, nelle acque del molo di Filadelfia. Questa storia (dai molti lati oscuri) alimenta da decenni una delle più celebri teorie del complotto, che vorrebbero l’esercito degli Stati Uniti come fautore del primo esperimento scientifico sull’invisibilità.A partire dalla metà degli anni ’90 la scienza (quella ufficiale) tenta di scoprire come celare alla vista uomini ed oggetti. Uno dei maggiori sostenitori di questa ricerca è il professor Dave Smith, primo ideatore del mantello dell’invisibilità . La strada più promettente, attualmente, sembra l’impiego di metamateriali con proprietà elettromagnetiche peculiari. Queste particolari molecole, il cui scopo è quello di piegare e deviare le radiazioni luminose, hanno portato nel 2015 alla presentazione del primo “mantello” ad uso militare, in grado di occultare gli oggetti, ma non la loro ombra.

NELLA LETTERATURA E NEL CINEMA
Lo Hobbit Frodo, Harry Potter, Predator e le navi Klingon: questi amati prodotti dell’industria cinematografica hanno in comune un unico, potente segreto. L’invisibilità.
Dalla notte dei tempi l’essere umano sogna di potersi rendere invisibile: ne sono prove i racconti mitologici che riguardano l’elmo di Ade o l’anello di Gige.
Nel 1881 lo scrittore H.G. Wells pubblica il romanzo “L’uomo invisibile”. L’autore narra la storia dello scienziato Jack Griffin, scopritore della formula in grado di donare l’invisibilità: ben presto, il ricercatore farà i conti con i lati più oscuri di questo stato.Opera destinata ad una lunga serie di omaggi da parte del settore cinematografico, il romanzo di Wells vede una prima, straordinaria trasposizione nel capolavoro omonimo targato Universal. “The Invisible Man” (1933) diretto da James Whale, rimarrà negli annali per l’uso pionieristico di effetti speciali di altissimo impatto, contribuendo a rendere la pellicola un must che affascina anche lo spettatore più moderno.
Fanno seguito una cospicua serie di sequel (più o meno riusciti): non manca una parodia firmata dalla coppia Gianni e Pinotto nel 1951. Nel 1970 il regista italiano Antonio Margheriti dirige una discutibile pellicola di respiro internazionale, intitolata “L’inafferrabile invincibile Mr. Invisibile”.Toni marcatamente umoristici pervadono “Avventure di un uomo invisibile” (1992) diretto da John Carpenter ed ispirato al romanzo di H.F. Saint “Memoirs of an invisible man”: l’uomo d’affari Nick rimane vittima di un incidente che lo rende invisibile, condizione che metterà sulle sue tracce i servizi segreti.
Sfumature più smaccatamente thriller caratterizzano invece le algide atmosfere di “L’uomo senza ombra” (2000) diretto da Paul Verhoeven. Liberamente ispirato al libro di Wells, il film narra la svolta delirante dell’ambizioso scienziato Sebastian Caine, scopritore della scomposizione molecolare che porta all’invisibilità. Di assoluto interesse la scelta combinata di effetti speciali “classici”, coadiuvati dall’introduzione di immagini e sequenze digitali.
Nel 2014 il premio Oscar Gabriele Salvatores ci introduce alle avventure di Michele, un adolescente bullizzato, che scopre poter scomparire nell’italiano “Il ragazzo invisibile”; lo scorso 4 Gennaio è uscito il sequel “Il ragazzo invisibile: seconda generazione”.
Che si tratti di esperimenti scientifici o puro frutto della fantasia, l’eventualità di scomparire alla vista affascina gli esseri umani dalla notte dei tempi, ponendo numerosi interrogativi. Il compendio di ogni pensiero legato all’invisibilità potrebbe risuonare, sinistramente, nelle parole dello spavaldo Sebastian Caine: “è incredibile cosa puoi fare quando non devi più guardarti allo specchio.”