Home 2020 Tenet, un concetto ambizioso che continua a far discutere

Tenet, un concetto ambizioso che continua a far discutere

tenet 2026

Ancora oggi, Tenet (2020) di Christopher Nolan continua a essere liquidato troppo spesso da molti come film confuso, difficile da capire o complicato solo per sembrare intelligente.
Christopher Nolan non è un regista che piace a tutti, e il suo cinema può apparire freddo, cerebrale e a tratti autoreferenziale. Però resta uno dei pochi autori contemporanei capaci di realizzare film molto ambiziosi e costruiti su idee narrative forti. Forse la sua pecca maggiore come sceneggiatore è la caratterizzazione dei personaggi, spesso molto distaccati emotivamente, ma anche questo può essere visto come una precisa firma stilistica.
Tenet non è un film “confuso” nel senso superficiale con cui viene spesso definito. È un film complesso, che richiede attenzione e la volontà di entrare nella sua logica narrativa. Può risultare difficile alla prima visione, ma difficoltà e confusione non sono la stessa cosa.

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Tenet non è costruito su una classica teoria del viaggio nel tempo, ma su una variazione fantascientifica della termodinamica. I personaggi non “saltano” nel passato come per esempio in Ritorno al futuro: continuano a vivere normalmente dal loro punto di vista soggettivo, secondo dopo secondo, ma attraversano il mondo con la propria freccia entropica orientata in senso opposto rispetto a quella degli altri.
In pratica, quando una persona viene “invertita”, non sparisce da un tempo per riapparire in un altro: comincia semplicemente a procedere all’indietro rispetto al resto del mondo. Lei percepisce se stessa come sempre in avanti, ma per chi la osserva dall’esterno sembra muoversi al contrario.

Il film usa, con molte licenze scientifiche, idee e teorie fisiche reali. Ecco le principali:

La seconda legge della termodinamica
Nella realtà, l’entropia tende ad aumentare: le cose si consumano, il calore si disperde, un bicchiere rotto non si ricompone spontaneamente. Tenet immagina una tecnologia capace di invertire localmente questa tendenza.

La freccia del tempo
Noi percepiamo il tempo come qualcosa che va dal passato al futuro perché i processi fisici hanno una direzione: il ghiaccio si scioglie, il fumo si disperde, i corpi invecchiano. Nel film, questa freccia viene capovolta per oggetti e persone.

La simmetria temporale di varie teorie fisiche
A livello teorico, molte equazioni della fisica funzionano anche se si immagina il tempo al contrario. Tenet trasforma questa idea matematica in una realtà visibile: proiettili che tornano nella pistola, auto che si ribaltano “al contrario”, esplosioni che sembrano ricomporsi.

La causalità inversa
Il film gioca con l’idea che, dal nostro punto di vista, un effetto possa precedere la sua causa. Per esempio, il protagonista non sembra sparare un proiettile: sembra richiamarlo nella pistola. Ma dal punto di vista dell’oggetto invertito, la sequenza ha comunque una sua logica.

L’universo a blocchi e il determinismo
La frase “What’s happened, happened” riassume bene la logica del film: ciò che è accaduto è già parte della storia. I personaggi non cambiano davvero il passato; scoprono di averne sempre fatto parte. Non riscrivono gli eventi, li completano.

Il concetto di manovra a tenaglia temporale
La “tenaglia temporale” è una strategia inventata dal film: una squadra vive gli eventi in avanti, un’altra li attraversa all’indietro dopo averli già conosciuti. Così le informazioni del futuro vengono usate per agire nel presente.

L’eco dell’antimateria
Il film richiama vagamente l’idea, presente nella fisica teorica, secondo cui un’antiparticella può essere descritta matematicamente come una particella che viaggia all’indietro nel tempo. Da qui deriva anche il pericolo, nel film, del contatto tra una persona e la propria versione invertita, anche se questa è una grossa licenza scientifica.

In sintesi, il concept di Tenet non è semplicemente il “viaggio nel passato”, ma qualcosa di più particolare e complesso: invertendo l’entropia di una persona o di un oggetto, quella persona o quell’oggetto attraversano il tempo in direzione opposta rispetto al mondo esterno.
Naturalmente questa non è fisica totalmente realistica. È fantascienza. La base teorica è basata su teorie e concetti reali sopra elencati, che Nolan usa per costruire un meccanismo narrativo. Tenet non mostra come funzionerebbe davvero il viaggio nel tempo, ma immagina un mondo in cui il tempo non si attraversa saltando da un’epoca all’altra: lo si percorre in senso contrario.

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A livello cinematografico, quindi considerando Tenet come prodotto e non come esercizio di fantascienza teorica, il limite principale del film sta forse nel rapporto tra l’ambizione della sua idea di partenza e la sua realizzazione come action movie. Naturalmente, è chiaro che l’intenzione di Nolan fosse proprio quella di realizzare un film d’azione costruito intorno a un forte concept fantascientifico: non si tratta quindi di una scelta casuale o involontaria. Tuttavia, proprio per la complessità e l’originalità del meccanismo narrativo, il film avrebbe forse potuto beneficiare di una messa in scena più elegante, con più spazio ai dialoghi, alla recitazione e alla tensione psicologica, invece che a combattimenti corpo a corpo e inseguimenti.
Un altro limite può essere la scrittura dei personaggi, spesso fredda e poco emotiva; infatti, raramente sembrano avere una vera profondità umana. Nolan sembra più interessato alla costruzione del racconto che alla costruzione emotiva dei personaggi, e questo può rendere il film più cerebrale, ma anche distante. In un’opera così complessa e ambiziosa, una maggiore caratterizzazione avrebbe forse dato più peso alle scelte dei personaggi e reso la vicenda più coinvolgente. Inoltre, una scrittura dei personaggi più ricca avrebbe potuto valorizzare ancora di più la recitazione degli ottimi attori coinvolti, da John David Washington a Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Kenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy e Michael Caine.
Per quanto riguarda i presunti errori o buchi di trama, Tenet non sembra presentare veri e propri “plot hole” capaci di compromettere la logica interna del film. Esistono alcuni piccoli errori di continuità, come oggetti o dettagli che cambiano posizione da un’inquadratura all’altra, ma si tratta di imperfezioni minori, comuni anche nei migliori film e spesso inevitabili in produzioni così complesse.
La confusione che molti spettatori avvertono non nasce tanto da reali buchi narrativi, quanto dalla struttura volutamente intricata del racconto e dalle licenze scientifiche usate da Nolan per far funzionare il meccanismo dell’inversione temporale.

In definitiva, Tenet rimarrà probabilmente un film destinato a far discutere ancora a lungo, dividendo il pubblico tra chi lo considera un esperimento affascinante e chi lo trova eccessivamente freddo o complicato. Al di là dei suoi limiti, resta comunque uno dei progetti più ambiziosi, particolari e complessi nel panorama del cinema fantascientifico degli ultimi decenni.

Il trailer di Tenet: