Home 1960 “Swiss Made 2069”: Giger prima di Alien – 1968

“Swiss Made 2069”: Giger prima di Alien – 1968

La Svizzera non appare certo come location ideale per un film di fantascienza. Eppure, nel 1968, il regista elvetico Alfred “Fredi” Murer gira un film sperimentale, destinato a determinare inconsapevolmente alcuni standard di genere negli anni a venire.

E’ nell’anno della contestazione parigina, madre del movimento sessantottino, che Murer ed un giovane Hans Giger dirigono un mediometraggio di quarantacinque minuti: “Swiss Made 2069” narra la peregrinazione di un alieno umanoide, dotato di una grande cinepresa al posto del volto, il cui scopo è registrare le contraddizioni e le conquiste della società svizzera del futuro.

A colpire lo spettatore, in questa pellicola dall’incedere surreale, è il design dell’extraterrestre che attrae e disorienta chi ne osserva le gesta. Negli stessi anni del corto, Giger (che appare anche nel film) sviluppa infatti il concetto di “Biomeccanoide”, intuizione che decreterà la sua fortuna come disegnatore e artista concettuale di creature per il cinema.

Circa dieci anni più tardi sarà all’opera per disegnare le scenografie ma, soprattutto, le sembianze del terribile xenomorfo nell’ambito del film “Alien”: lo stesso xenomorfo che, per certi versi, condivide tratti peculiari dell’alieno di “Swiss Made 2069”.

Che si tratti delle utopiche atmosfere del futuro hinterland elvetico o dei sinistri interni di una nave spaziale, i biomeccanoidi di Giger inquietano ed intrigano, con perversa eleganza, chiunque posi gli occhi sulle loro forme sinuose.