Quando apparve per la prima volta ne Il pianeta proibito (Forbidden Planet, 1956), Robby the Robot non fu solo un oggetto di scena: fu un personaggio vero e proprio. Concepito dal designer Robert Kinoshita, costruttore anche del robot B-9 di Lost in Space, Robby sfoggiava un’estetica che mescolava fantascienza e avanguardia tecnologica per l’epoca, incarnando il sogno del robot “amico”, ma al tempo stesso misterioso. La Metro-Goldwyn-Mayer investì una cifra colossale all’epoca, tra i 100.000 e i 125.000 dollari, per realizzare il costume, rendendolo uno dei prop più costosi mai costruiti. Proprio per questo, negli anni successivi, lo studio si assicurò di non lasciarlo impolverare in magazzino, riciclandolo e modificandolo, fino a diventare il robot più celebre di Hollywood.

Nel 2017, la fama di Robby Robot era ancora così forte che il costume originale (con tanto di veicolo da trasporto, la “jeep” futuristica vista nel film) fu venduto all’asta a New York per 5,375 milioni di dollari, un record assoluto per un oggetto di scena cinematografico. Non più un semplice robot, ma un’icona della cultura cinematografica e pop.

I motivi del riutilizzo di Robby Robot
La ragione del suo lungo viaggio nel cinema e nella televisione è duplice. Da un lato, il costo enorme: MGM doveva ammortizzare l’investimento, ed era quindi naturale inserirlo ovunque possibile. Dall’altro, il design di Kinoshita era diventato un simbolo della fantascienza anni ’50: bastava la sua silhouette con la cupola trasparente e le braccia tozze per evocare atmosfere fantascientifiche e futuristiche per l’epoca. Non era raro, inoltre, che il costume venisse modificato. In alcuni casi bastava cambiare la testa, in altri Robby compariva smontato in parti: la sua cupola come elemento tecnologico, o il torso come macchinario alieno. Questa versatilità lo rese perfetto per i riciclatori di prop hollywoodiani.

Le apparizioni cinematografiche di Robby
Dopo il debutto ne Il pianeta proibito, Robby collezionò una serie di ruoli e cameo che lo hanno reso iconico:
Il pianeta proibito (Forbidden Planet, 1956) – la sua prima, indimenticabile apparizione.

Il robot e lo Sputnik (The Invisible Boy, 1957) – Il suo secondo film MGM: Robby torna come protagonista, con voce di Marvin Miller.

La spia che non fece ritorno (One of Our Spies Is Missing, 1966) – Lungometraggio ottenuto da due episodi di The Man from U.N.C.L.E.: compare la sua celebre cupola come parte di una macchina rigenerante. Oltre alla versione cinematografica, Robby comparve anche nella serie.

Hollywood Boulevard (1976) – cameo parodico nel film di Joe Dante e Allan Arkush.
Gremlins (1984) – cameo nostalgico alla fiera degli inventori.

Cherry 2000 (1987) – appare tra altri robot nell’officina.
Le ragazze della Terra sono facili (Earth Girls Are Easy, 1988) – cameo visionario.
Phantom Empire (1988) – Robby ritorna con la testa ciclopica già vista in TV.

Star Kid (1998) – appare indirettamente, tramite filmati di Lost in Space visti in televisione.
Looney Tunes: Back in Action (2003) – Cameo comico con altri personaggi iconici.
Dünyayı Kurtaran Adam (The Man Who Saved the World, 1982, noto come “lo Star Wars turco”) – il film riutilizza sequenze da Il pianeta proibito, includendo Robby.
Le apparizione televisive di Robby
Se al cinema i suoi cameo sono celebri, è soprattutto in televisione che Robby ha avuto la carriera più prolifica, trasformandosi in un volto fisso della fantascienza.
The Gale Storm Show: Oh, Susanna! (1956-1960)

The Thin Man (1957-1959)
Goodyear Theatre (1957-1960)
Ai confini della realtà (The Twilight Zone) – tre episodi cult: One for the Angels (1959), Uncle Simon (1963, con la testa modificata), The Brain Center at Whipple’s (1964).

Hazel – Episodio Rosie’s Contract (1964) – In questo episodio della sitcom, Robby fa una breve apparizione in una fiera tecnologica: il robot viene introdotto come un’attrazione futuristica e divertente, in pieno stile anni ’60. Non è un ruolo narrativo importante, ma mostra come Robby fosse già allora un volto popolare e facilmente riutilizzabile anche fuori dal genere fantascientifico.

The Many Loves of Dobie Gillis (1959-1963)
The Addams Family (anni ’60) – apparizione come grosso giocattolo meccanico.

Lost in Space – Robby combatte in un memorabile duello tra robot contro il B-9, nell’episodio War of the Robots (1966), e ritorna in Condemned of Space (1967).


Colombo (Columbo: Mind Over Mayhem, 1974) – Robby, ribattezzato MM7 e con la parte inferiore modificata, è parte integrante della trama.

The Love Boat – Episodio Love, Love and Love/Heavyweights/Field Goal (1979) – Robby compare con il nome Lovebot, un robot da crociera usato in chiave comica. Viene introdotto come attrazione particolare per gli ospiti della nave.

Wonder Woman – Episodio Spaced Out (1979) – Robby appare come master of ceremonies in una convention di fantascienza.

Mork & Mindy – Stagione 2, Episodio 5 intitolato Dr. Morkenstein (1979) – In questa divertente puntata, Robby impersona un robot chiamato Chuck, esposto in un museo. La voce del personaggio è fornita da Roddy McDowall.

Ark II – Episodio The Robot (1976) – Si tratta del quarto episodio della serie. In questa puntata, il personaggio di Samuel costruisce un robot chiamato Alpha‑One (o “Alphie”), interpretato da Robby the Robot.

Project U.F.O. – Episodio Sighting 4015: The Robot (1978) – In questa puntata Robby appare con una testa ciclopica modificata rispetto al design originale. Qui interpreta un presunto robot extraterrestre coinvolto in un avvistamento. La versione ciclopica del casco fu poi riutilizzata anche nel film Phantom Empire (1988).

The Big Bang Theory (2014) – Robby come oggetto da collezione.

Robby icona della fantascienza
Il fascino di Robby non risiede solo nelle sue numerose apparizioni. La sua presenza evoca un’epoca pionieristica della fantascienza, in cui robot e alieni non erano ancora uniformati agli standard visivi odierni, ma incarnavano visioni di futuro tanto ingenue quanto poetiche. Nel 2004 è stato inserito nella Robot Hall of Fame della Carnegie Mellon University, a testimonianza del suo ruolo iconico.
Da protagonista de Il pianeta proibito a comparsa ironica in serie cult, Robby the Robot ha saputo reinventarsi per decenni. Ancora oggi, ogni sua apparizione è un omaggio alla fantascienza classica e un richiamo alla creatività artigianale del cinema.
Una curiosità
Oltre alle sue celebri apparizioni cinematografiche e televisive, Robby the Robot ebbe anche incursioni nel mondo dei fumetti. In Italia, ad esempio, apparve proprio nella famosa testata Il Monello, a partire dal numero 22 del 1959 e per alcuni numeri successivi.









