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Riflessioni sul 5° episodio di Alien: Pianeta Terra

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Mi avete chiesto cosa ne penso del 5° episodio di Alien: Earth, ed ecco la mia opinione. So che a molti è piaciuto per l’ambientazione che richiama quella del primo Alien, ma per quanto mi riguarda non è sufficiente. Anzi, ho faticato a guardarlo per i motivi che scriverò di seguito, e come sapete sono piuttosto esigente, specialmente con questo franchise.
Mi è sembrata una trama guidata da comode scorciatoie per facilitare la scrittura, sorretta da convenienze narrative. Morrow viene svegliato dal criosonno quasi come forzatura, mentre la scienziata Chibuzo commette un errore banale dimenticando di sigillare i contenitori con le creature. Come se non bastasse, gli stessi contenitori sono fragili come comune vetro! L’allarme che segnala i contenitori non sigillati scatta con notevole ritardo. Queste ingenuità mi hanno riportato alla mente certi racconti di fantascienza degli anni ’40.
I personaggi li ho trovati scritti al limite del parodistico, soprattutto per un equipaggio impiegato in missioni di questo tipo. Alcuni membri mostrano un’intelligenza talmente scarsa da poter mettere a repentaglio la vita dei colleghi. Hanno reazioni poco credibili e prendono decisioni difficilmente plausibili.
La scena in cui Zoya riesce a fuggire da uno Xenomorfo adulto a pochi passi da lei pecca di credibilità: l’alieno, vicinissimo, sembra muoversi con lentezza eccessiva. Allo stesso tempo, la protagonista sembra ottenere uno slancio quasi surreale.
La rivelazione di chi abbia sabotato la nave (Petrovich, manipolato da Boy Kavalier) avviene tramite una banale videochiamata: è bastato guardarla per scoprirlo. In questo modo, un momento potenzialmente intrigante si trasforma in una scoperta narrativa prevedibile.
Oltre a questi aspetti principali, ci sono altri dettagli secondari che mi hanno fatto pensare a certi B-movie di fantascienza anni ’70-’80: dalle procedure mediche svolte senza mascherine né precauzioni, come se fossero in epoca vittoriana, fino al meccanico, che seppur posseduto dall'”polpocchio”, addenta al collo uno Xenomorfo.