Richard Matheson è uno dei nomi più riconoscibili ed influenti della narrativa fantastica americana. La sua impronta lambisce romanzi, cinema e televisione, e molte delle idee che oggi consideriamo classiche nella fantascienza e nell’horror portano la sua firma. La sua presenza costante nei media è il risultato di una creatività che ha modellato decenni di immaginario popolare. Nato nel 1926 ad Allendale, nel New Jersey, da genitori norvegesi, cresciuto a Brooklyn e formato come giornalista dopo il servizio militare in Europa, Matheson trova presto la sua strada nella narrativa fantastica, pubblicando racconti sulle principali riviste americane prima di trasferirsi a Los Angeles, dove diventa uno degli autori più richiesti da cinema e televisione.
Tra gli anni ’50 e ’80 si costruisce una carriera incredibilmente varia, sempre in bilico tra carta e schermo: romanzi di culto, sceneggiature originali, adattamenti dei propri libri, episodi televisivi che definiscono un genere intero. Nel 2010 viene introdotto nella Science Fiction Hall of Fame e Stephen King lo ha più volte citato come una delle sue influenze maggiori, definendolo uno dei giganti dell’horror e del fantastico del ‘900: «lo scrittore che mi ha influenzato di più come autore».

Io sono leggenda (I Am Legend)
Tra le opere più importanti della carriera di Matheson, Io sono leggenda (1954) mantiene un ruolo centrale. Un racconto postapocalittico che ha influenzato la moderna letteratura degli zombie e rese popolare il concetto di apocalisse mondiale a causa di epidemie. È la storia dell’ultimo uomo in una Los Angeles deserta, trasformata da un’epidemia che ha reso la restante popolazione una sorta di ibrido tra vampiri zombi. Robert Neville, protagonista solitario, scopre gradualmente di essere lui stesso la “creatura anomala” in un nuovo mondo che si è ormai stabilizzato in un diverso ordine biologico. Non sorprende che il romanzo sia stato adattato tre volte per il cinema: L’ultimo uomo della Terra (The Last Man on Earth, 1964), 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man, 1971) e Io sono leggenda (I Am Legend, 2007). In tutti i casi, la forza del concept di Matheson resta intatto.

Tre millimetri al giorno (The Shrinking Man)
Il romanzo The Shrinking Man (1956) segna una svolta nella carriera di Matheson, tanto che Hollywood lo porta al cinema appena un anno dopo, nel 1957, con il titolo Radiazioni BX: distruzione uomo (The Incredible Shrinking Man). Matheson non solo ne scrive la storia originale, ma si occupa anche della sceneggiatura del film, garantendo che le idee centrali del libro, trovino una trasposizione cinematografica coerente. Un uomo, investito da una nube radioattiva, comincia a rimpicciolirsi. Da un’idea che poteva facilmente trasformarsi in un semplice esercizio di effetti speciali, nasce invece una parabola esistenziale sulle ansie dell’era atomica: la perdita dell’identità, il senso di irrilevanza, il precipitare nell’infinitamente piccolo. La lotta contro il ragno gigante, così spettacolare, è solo il livello superficiale di una storia profondamente umana.

Ai confini della realtà (The Twilight Zone)
Il contributo più incisivo di Matheson al genere avviene con Ai confini della realtà. Tra il 1959 e il 1964 scrisse 14 episodi, più 2 adattamenti basati sui suoi racconti, molti dei quali diventano veri classici. Negli episodi di Matheson, l’elemento fantascientifico o soprannaturale è sempre un pretesto per scavare nelle paure della psiche umana.
Ecco le sinossi degli episodi:
L’ultimo volo (The Last Flight) – Stagione 1, Episodio 18
Durante la Prima Guerra Mondiale, il pilota William Decker entra in una misteriosa nuvola per sfuggire ai tedeschi e atterra nel 1959. Qui scopre che un commilitone creduto morto è diventato un alto ufficiale, e capisce di avere un’occasione per rimediare al proprio passato…

L’avventura di Arthur Curtis (A World of Difference) – Stagione 1, Episodio 23
Arthur Curtis, uomo d’affari, scopre che la sua vita è in realtà un set cinematografico e che lui sarebbe l’attore Gerald Raigan. Disperato, tenta di restare nel “mondo giusto”, mentre quello di Raigan si dissolve. Un finale ambiguo suggerisce che solo una delle due identità possa sopravvivere.

Un mondo su misura (A World of His Own) – Stagione 1, Episodio 36
Uno scrittore scopre che, registrando la propria voce, può far materializzare i personaggi dei suoi racconti, provocando la gelosia della moglie, che potrebbe non essere così reale come crede…

Appena in tempo (Nick of Time) – Stagione 2, Episodio 7
Bloccati in un piccolo paese dell’Ohio, due giovani sposi incontrano una macchinetta “veggente” che risponde alle domande con sì o no. Lo sposo (interpretato da William Shatner) ne diventa ossessionato, convinto che possa guidare il suo destino, finché la moglie non lo spinge ad abbandonare quella dipendenza.

Gli invasori (The Invaders) – Stagione 2, Episodio 15
Una donna che vive isolata in campagna deve difendersi da minuscoli invasori arrivati con un disco volante in miniatura. Solo alla fine si scopre che gli aggressori sono astronauti terrestri e che lei appartiene a una specie gigante e ostile.

C’era una volta (Once Upon a Time) – Stagione 3, Episodio 13
Nel 1890, un uomo scontento, del proprio tempo (interpretato da Buster Keaton) prova “l’elmetto del tempo” inventato dal suo datore di lavoro e si ritrova catapultato nel 1960, dove scopre che il futuro non è necessariamente più semplice del passato…

La bambina perduta (Little Girl Lost) – Stagione 3, Episodio 26
Una bambina scompare nella propria stanza, ma la sua voce continua a riecheggiare da un’altra dimensione. I genitori chiedono aiuto a un fisico per tentare di riportarla indietro prima che il varco si chiuda per sempre…

Fantasia di un giovane (Young Man’s Fancy) – Stagione 3, Episodio 34
Una coppia di novelli sposi torna nella casa della madre defunta di lui per venderla, ma il marito non riesce a staccarsene. La moglie percepisce una costante presenza della suocera, come se fosse ancora lì a reclamare il figlio. L’uomo si lascia risucchiare dai ricordi d’infanzia finché la madre riappare e lui regredisce a bambino…

Muta (Mute) – Stagione 4, Episodio 5
La giovane Ilse sopravvive a un incendio che uccide i suoi genitori. I vicini che la accolgono scoprono che non parla perché è cresciuta in una comunità telepatica: integrarsi significherà perdere per sempre il suo dono.

L’astronave fantasma (Death Ship) – Stagione 4, Episodio 6
Tre astronauti atterrano su un pianeta e trovano un relitto identico alla loro nave, con i loro cadaveri a bordo: intrappolati in un loop di eventi, devono capire se sono già morti o se possono cambiare il loro destino…

Acciaio (Steel) – Stagione 5, Episodio 2
In un futuro in cui la boxe tra umani è stata sostituita da quella tra robot, un ex pugile al verde (interpretato da Lee Marvin) si finge androide pur di ottenere il premio di un incontro. Il suo gesto disperato rivela quanto gli sia difficile rinunciare alla propria identità.

Incubo a 20.000 piedi (Nightmare at 20,000 Feet) – Stagione 5, Episodio 3
Un uomo (interpretato da William Shatner) reduce da un esaurimento nervoso vede un gremlin sull’ala dell’aereo, ma ogni volta che tenta di mostrarlo agli altri, la creatura scompare. Ossessionato da essa, rischia di passare per folle pur di salvare il volo…

Chiamata notturna (Night Call) – Stagione 5, Episodio 19
Un’anziana donna riceve misteriose telefonate notturne: prima silenzio, poi voci confuse. La linea sembra interrotta vicino al cimitero: la soluzione del mistero la costringerà a confrontarsi con una colpa del passato…

L’impulso del momento (Spur of the Moment) – Stagione 5, Episodio 21
Una giovane donna a cavallo viene inseguita da un’altra cavallerizza che urla il suo nome: è una versione futura di se stessa. È decisa ad impedirle un matrimonio destinato a rovinarle la vita, ma il passato non si lascia cambiare tanto facilmente…
Oltre agli episodi citati, direttamente sceneggiati da Richard Matheson, la serie produsse anche due adattamenti tratti da suoi racconti: Il terzo dal Sole e Quando il cielo fu aperto.
Matheson partecipò inoltre come sceneggiatore al film antologico Ai confini della realtà del 1983. Nel revival del 1985, un suo racconto breve fornì la base per la sceneggiatura dell’episodio Button, Button.

Matheson e Star Trek
Oltre a Ai confini della realtà, Richard Matheson firma anche una delle storie più note della serie classica di Star Trek. L’episodio è Il duplicato (The Enemy Within, 1966), quinto episodio della prima stagione. La trama è incentrata su un guasto al teletrasporto che divide il capitano Kirk in due entità: una “buona”, razionale ma indecisa, e una “cattiva”, violenta e impulsiva. Matheson costruisce un racconto che omaggia Dr. Jekyll and Mr. Hyde, mostrando come entrambe le metà, quella ponderata e quella istintiva, siano necessarie per rendere Kirk un comandante completo. È il suo unico contributo diretto all’universo Star Trek, ma è diventato un episodio iconico della serie proprio per la forza del tema psicologico affrontato tramite un espediente fantascientifico.

Il ciclo di Poe con Roger Corman
Negli anni ’60 Matheson diventa sceneggiatore chiave del ciclo di film gotici di Roger Corman ispirati a Edgar Allan Poe per la American International Pictures: I vivi e i morti (1960), Il pozzo e il pendolo (1961), I racconti del terrore (1962), I maghi del terrore (1963). In questi lavori adatta racconti brevi in sceneggiature più complesse, spesso intensificando il conflitto psicologico e sfruttando l’interpretazione magnetica di Vincent Price. È la stessa forza produttiva con cui si muoveva Ib Melchior, ma Matheson la carica di tensione emotiva.

Duel diretto da Spielberg
Nel 1971 Matheson firma la sceneggiatura di Duel, tratta da un suo racconto. Il film TV diventa immediatamente una pietra miliare e lancia la carriera di Steven Spielberg. Un automobilista inseguito da un camion misterioso in una strada deserta: un’idea minimale, ma resa da Matheson un incubo crescente, che trasforma l’America delle highways in un labirinto senza uscita.
Romanzi e adattamenti
Molti altri suoi romanzi e racconti diventarono film, alcuni dei più noti sono: Dopo la vita (1973); Ovunque nel tempo (1980); Al di là dei sogni (1998); Echi mortali (1999); Real Steel (2011) e The Box (2009). Ogni volta, l’idea centrale è restata fedele alla sua poetica, un uomo ordinario costretto ad affrontare un’impossibilità che incrina la realtà.
Richard Matheson non è stato solo un autore prolifico, ma un vero architetto dell’immaginario fantastico americano. Ha portato la fantascienza nei territori della psicologia, della fragilità, della solitudine; ha reso l’impossibile una finestra sulle paure più intime. Se Ib Melchior rappresenta l’artigiano del B-movie fantascientifico, Matheson è il romanziere-sceneggiatore che ha dato profondità emotiva a quei mondi.
Senza i suoi racconti e le sue sceneggiature, da Ai confini della realtà a Duel, da Radiazioni BX: distruzione uomo a Il duplicato, la fantascienza pop americana avrebbe avuto un suono meno inquietante e meno umano.








