Home Cinema RAY DOLBY: IL RUMORE, IL SILENZIO, IL SUONO – prima parte

RAY DOLBY: IL RUMORE, IL SILENZIO, IL SUONO – prima parte

“Ray è veramente riuscito ad avere un lavoro da sogno. Ha potuto fare ciò che voleva, in qualsiasi modo lo volesse fare: in questo percorso ha fatto molto per gli appassionati di cinema e musica. Alla fine ha costruito una compagnia di successo.” Dagmar Dolby
Il cinema è da poco uscito dal silenzio: il 6 agosto 1926 viene presentato al Warner Theatre il primo film “sonorizzato” con sistema vitaphone: La pellicola “Don Juan” è accoppiata meccanicamente ad un disco a 33 giri, che riproduce esclusivamente musiche e suoni ambientali. L’anno successivo “Il cantante di jazz” è il primo film contenente dialoghi parlati.
Il 1933 è un anno difficile: Adolf Hitler prende il potere al parlamento tedesco, negli Stati Uniti è l’anno più duro della “Grande depressione”. Un tempo freddo e oscuro, lambito da suoni gracchianti e fruscio. Nell’inverno di quell’anno, nasce nella tranquilla Portland un bambino: il suo nome è Ray Milton Dolby.
Fin dalla tenerà età, Ray si dimostra incline allo studio e alle materie tecniche. Trasferitosi in California con la propria famiglia, il giovane Dolby frequenta le scuole di San Francisco, rivelandosi uno studente modello ed entrando in contatto con il fermento che porterà alla nascita della “Silicon Valley”.
Alla fine degli anni 40, Ray inizia uno stimolante lavoretto estivo all’interno dell’azienda Ampex. Alexander Poniatoff, fondatore della Ampex al termine della grande guerra, si specializza nella produzione di motori elettrici e generatori. Nonostante questo, una piccola sezione dell’azienda si occupa di sperimentazioni nel campo dell’audio professionale.
Ray, addetto alla produzione di nastri di calibrazione, prende parte al progetto per la produzione del registratore modello “200”: quest’ultimo  diviene uno standard qualitativo, utilizzato dal cantante Bing Crosby per registrare le proprie trasmissioni radiofoniche all’emittente ABC.
Una svolta nella vita di Ray giunge quando, in casa Ampex, si svolgono alcune indagini riguardanti studi condotti da alcuni scienziati tedeschi in tempo di guerra: tali esperimenti riguardano il comportamento delle onde radio e lo studio congegni elettronici sperimentali. Dolby è ormai un affermato ingegnere, con un lavoro stabile: la sua curiosità lo porta a compiere le prime esperienze significative nel campo dell’audio e del video.
Anno 1965: la guerra del Vietnam infuria, viene dato alle stampe l’album “Rubber Soul” dei Beatles, la sonda Mariner 4 invia le prime immagini ravvicinate della superficie marziana. La televisione è entrata prepotentemente nelle case e nelle vite degli utenti.
Ray, trasferitosi in Inghilterra per motivi di studio nel 1957 e laureato in fisica nel 1961, si trova a Londra: qui fonda i Dolby Laboratories e fa fruttare i suoi meticolosi studi. E’ la svolta: i laboratori mettono a punto il sistema Dolby A. questo brevetto, promette di ridurre il rumore di registrazione su supporto magnetico, da un valore di 60 db a soli 20 db: il segreto risiede nel registrare la traccia audio su due canali, uno forte ed uno debole, i quali daranno come risultante un suono nitido e pulito, privo del fruscio dovuto al trascinamento ed al magnetismo. Ray affronta un trasferimento in India, in qualità di tecnico per conto delle Nazioni Unite.
il processore Dolby “A”
Nel 1966 Ray sposa l’amata Dagmar, conosciuta sui banchi dell’università quattro anni prima. Il Dolby A viene adottato dalla maggior parte delle case discografiche: i primi a credere nelle potenzialità del nuovo brevetto sono i tecnici e i dirigenti della Decca. La casa discografica si appropria, infatti, di tutta la catena produttiva interna ai laboratori Dolby. Nello stesso periodo, Ray incontra un giovane ed ambizioso pioniere nel campo dell’audio.

Arance meccaniche e sospensioni pneumatiche

Si affacciano gli anni ’70, con essi il concetto di altà fedeltà musicale o Hi Fi casalingo. i colossi nipponici industrializzano il settore, creando oggetti di riferimento per gli appassionati. Dolby si accinge a tornare negli Stati Uniti, portando i suoi laboratori a San Francisco.
Henry Kloss, classe 1929,  è dal 1954 titolare della Acoustic Research. Insieme con il proprio ex docente Edgar Villchur, Kloss ha messo a punto un nuovo tipo di diffusore acustico. Si tratta di un sistema dinamico, costituito da altoparlanti la cui emissione posteriore è imprigionata da un mobile a tenuta ermetica: è la cosiddetta “sospensione pneumatica”, primo passo verso l’alta fedeltà. Ancora oggi, i diffusori AR-1 sono un punto di riferimento per gli audiofili di tutto il mondo.
Nel 1968, la sinergia tra Kloss e Dolby conduce allo sviluppo di un sistema casalingo, più semplice ed economico rispetto al tipo A. Nel 1971, la Advent Corporation (una delle società di Kloss) presenta al mondo il modello 201. Si tratta della prima piastra a cassette che incorpora il sistema Dolby B per la riduzione del rumore di fondo. Dalla collaborazione tra i due inventori nasceranno successivamente versioni aggiornate come il Dolby C ed S.
Dolby è ormai un uomo ricco ed appagato: ciò nonostante, nello stesso periodo in cui il sistema B si affaccia sul mercato domestico, Ray inizia a muovere i primi passi nel mondo del cinema. Il Dolby A viene utilizzato in fase di missaggio ed editing del sonoro per il capolavoro di Stanley Kubrik, “Arancia meccanica” (1971). Negli anni successivi, il sistema A viene applicato direttamente su pellicola.

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RAY DOLBY: IL RUMORE, IL SILENZIO, IL SUONO – seconda parte