Home 1930 RAY DOLBY: IL RUMORE, IL SILENZIO, IL SUONO – seconda parte

RAY DOLBY: IL RUMORE, IL SILENZIO, IL SUONO – seconda parte

Un suono "stellare" per il 35mm

Un suono “stellare” per il 35mm

A detta del regista George Lucas, padre di “Guerre Stellari”, l’aspetto sonoro di un film ha un impatto pari a quello che detiene l’immagine proiettata sullo schermo. La sperimentazione di nuovi formati audio, affonda le proprie radici nell’avvento stesso del sonoro. Il film “Napoleon” (1927) di Abel Gance, viene rieditato nel 1935, imprimendo alla pellicola un audio stereofonico.

Walt Disney, entusiasta innovatore, spende ingenti somme di denaro per mettere a punto (in collaborazione con la RCA) il sistema “Fantasound”, dotato di quattro canali audio ottici: applicato nel 1942 al film “Fantasia”, grazie all’introduzione del canale centrale, è il primo passo verso il suono multicanale.

Successivamente, i formati Cinerama e CinemaScope prevedono rispettivamente sette e quattro tracce audio, rigorosamente su supporto magnetico. il formato 70 mm, infine, rappresenta una pietra miliare ed un punto di riferimento qualitativo a livello di visione ed ascolto.

cassetta dimostrativa del sistema “C”

Pur di elevata qualità, i formati sopra citati non sono esenti da difetti e, soprattutto, risultano estremamente dispendiosi: la “piccola” 35 mm resta la pellicola con la maggiore diffusione. Ray Dolby intuisce la necessità di creare uno standard per questo tipo di formato: nel 1975 viene messo a punto il “Dolby Stereo”.

Questo sistema introduce sulla pellicola una traccia ottica stereofonica, la quale prevede l’uso di un decoder dedicato, che ricostruisce una colonna sonora suddivisa su quattro canali, variabilmente configurabili. Lo schema più diffuso prevede l’utilizzo di tre canali frontali (destro, sinistro e centrale) oltre ad un canale posteriore deputato al surround.

Nonostante il primo film equipaggiato con il nuovo sistema (il visionario “Lisztomania” di Ken Russel, 1975) non crei particolari entusiasmi tra il pubblico, il cambio di passo giunge due anni più tardi. Nel 1977 esce nelle sale “Guerre Stellari”: il film diviene presto un’icona pop ed entra nella leggenda. Parte del merito è dovuto alla cura che il regista George Lucas vuole riservare alla componente sonora del film.

E’ il trionfo del multicanale targato Dolby e l’inizio di un’evoluzione costante nel miglioramento delle prestazioni sonore. Il successo è tale che, all’inizio degli anni ’80, vengono introdotti alcuni sistemi casalinghi per la riproduzione del Dolby Stereo. Viene scelto di rinominare questa variante con quello che diverrà un termine sinonimo di qualità sonora: Dolby Surround.

Nel 1987 i laboratori mettono a segno un nuovo colpo: nasce il Dolby SR (Spectral Recording). Come spesso accade, è lo stesso Ray a costruire il prototipo di un encoder che raccoglie le peculiarità dei sistemi A, B e C, oltre ad incrementare in modo drammatico la gamma dinamica delle tracce audio.

Nel frattempo, il Dolby Surround non frena la propria corsa: rinominato “Pro Logic” (successivamente Pro Logic II e Pro Logic IIx), l’audio casalingo beneficia delle migliorie apportate dallo Spectral Recording. Aumentano i canali disponibili e fa la propria comparsa il canale dedicato alle basse frequenze: i subwoofer entrano, in modo massiccio, nelle case degli utenti.

Il tramonto dell’analogico: l’alba dell’era digitale

Arancia Meccanica è il primo film a cui viene applicato il Dolby “A”

Agosto 1982: il primo Compact Disc viene stampato in una fabbrica tedesca di proprietà del colosso industriale Philips. Lentamente, il vecchio mondo dei supporti analogici cede il posto alla tecnologia digitale. I vantaggi del CD sono evidenti: maggiore gamma, decadimento del segnale praticamente inesistente e, soprattutto, assenza totale di rumore.

Alla fine degli anni ’80 il CD sta soppiantando gli ingombranti dischi in vinile ma, soprattutto, le sempre problematiche cassette audio. il riduzione del rumore dei primi sistemi Dolby è destinata a scomparire nelle pieghe del tempo. Grazie alla lungimiranza di Ray e dei propri collaboratori, il marchio della doppia “D” troneggia però su ogni apparato ed in ogni sala cinematografica del mondo: i tempi sono maturi per abbandonare la vetusta strada analogica ed affacciarsi nell’era digitale.

Nei laboratori Dolby c’è una consapevolezza: difficile, se non impossibile gestire un flusso di dati digitali per 5.1 canali senza comprimerli. Inizia così lo studio di un algoritmo, che tiene in considerazione  nozioni di psicoacustica e fisica del suono: nasce il formato AC-3, in grado di gestire fino a sette canali compressi in modo totalmente separato, il  vero motore del sistema Dolby Digital.
1992: esattamente dieci anni dopo la nascita del primo CD, esce nelle sale “Batman Returns”, il primo film presentato con audio Dolby Digital. Fin da subito, la prospettiva di esplorare nuove risorse, apre un acceso scontro tra il formato Digital ed il sistema dts: nonostante la (presunta) superiorità tecnica di quest’ultimo, il background e la rispettabilità acquisita dai laboratori Dolby, premierà ancora una volta i ragazzi di San Francisco.

Il sistema Digital diviene un punto di riferimento in ogni settore: per anni, televisori, sistemi home theater e personal computer saranno fregiati dall’insegna Dolby Digital. Come fu per il Pro Logic, la corsa del nuovo formato non si arresta, proponendo sempre nuove configurazioni e upgrade.

Nella primavera del 2012, i laboratori annunciano un nuovo standard: il Dolby Atmos promette un suono ancora più coinvolgente, grazie ad una nuova codifica ed all’uso di diffusori posti nelle zone fino a quel momento prive di copertura.

Il film Pixar “Ribelle” è il primo ad essere presentato con il nuovo sistema. Nel frattempo, i Dolby Laboratories muovono i primi passi nel campo della visione: i progetti riguardano la messa a punto di una migliore tecnologia per il 3D e la sperimentazione su immagini HDR.
Mentre il mondo è avvolto dal suono prodotto dai sistemi Dolby, l’uomo che ha reso possibile tutto questo, termina in silenzio la propria avventura terrena: Ray muore il 12 settembre 2013, a causa delle complicazioni portate dal morbo di Alzheimer e da una forma aggressiva di leucemia.

La moglie ed i figli portano avanti i suoi progetti, continuando una corsa inarrestabile verso l’esperienza audiovisiva perfetta. Oggi, una stella posta sulla “Hollywood Walk of Fame”, celebra l’ingegno e la passione di un vero pioniere, uno sperimentatore che non ha mai smesso di guardare con entusiasmo al futuro. Un uomo al quale chiunque, appassionato o semplice spettatore, deve qualcosa in termine di emozioni.

RAY DOLBY: IL RUMORE, IL SILENZIO, IL SUONO – prima parte