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L’ISOLA DEL DOTTOR MOREAU – Il romanzo di H.G. Wells e le sue trasposizioni cinematografiche

In seguito ad un terribile naufragio, Edward Prendick viene raccolto da un’imbarcazione che trasporta animali selvatici di varie specie, a bordo della quale conosce alcuni bizzarri personaggi. Ben presto giunge sulle rive di una misteriosa isola abitata da inquietanti creature umanoidi e dall’enigmatico dottor Moreau, medico vivisezionista deciso a perseguire obiettivi a dir poco particolari.
E’ questo l’incipit di “L’isola del dottor Moreau”, romanzo scritto dal celebre H.G. Wells.

Nel 1896 la genetica non esiste ancora (il termine verrà coniato solo nel 1905) e Wells, già autore de “La Macchina del Tempo”, si appresta a vivere un periodo particolarmente produttivo: nello stesso anno scrive pietre miliari della fantascienza quali “L’Uomo Invisibile” e “La Guerra dei Mondi”. Fortemente critico nei confronti della società moderna, sempre più alienante e lesiva della dignità umana, Wells ripone ne “L’Isola del Dottor Moreau” una metafora acuta e pungente dell’animo che pervade gli uomini che fanno della scienza una forma di religione.
Come la maggior parte dei romanzi dello scrittore britannico, “L’Isola del Dottor Moreau” colpisce l’immaginario dei lettori.

Il cinema non tarda ad omaggiare l’opera: nel 1913 la Francia apre una lunga serie di adattamenti con un cortometraggio intitolato “Île d’épouvante”, distribuito negli Stati Uniti come “The Island of Terror”. Il mitologico Bela Lugosi compare a fianco di Charles Laughton ne “L’Isola delle Anime Perdute” (1932). Nel 1977 l’attore e regista Don Taylor raccoglie il testimone, dirigendo “L’Isola del Dottor Moreau”: nel cast Burt Lancaster e Michael York.

Nel 1996 la genetica è un argomento preponderante e diviene il filo conduttore del controverso film “L’Isola Perduta”, diretto da John Frankenheimer che si avvale delle performance attoriali di Marlon Brando e Val Kilmer. Nelle sale italiane arrivò quasi un anno dopo, il 22 agosto 1997.

Come un estemporaneo Victor Frankenstein, il Moreau di Wells è disposto a travalicare i confini della ragione e dell’etica per raggiungere il proprio scopo: un crudele e perverso padre padrone, allegoria del lato oscuro della scienza.

Fanno il giro del mondo notizie che riportano la creazione di animali che portano, nel proprio corredo genetico, alcuni tratti umani. Adattamenti che la scienza opera per fornire, in futuro, organi di ricambio veloci per i pazienti in attesa di trapianto. Chimere che prefigurano una produzione in massa di creature messe al mondo con il solo scopo di asservire il crescente fabbisogno di organi. Non è poi così bislacco chiedersi cosa penserebbe di tutto questo H.G. Wells.