Home Corsa allo Spazio LE ORIGINI DEI VIAGGI SPAZIALI – seconda parte

LE ORIGINI DEI VIAGGI SPAZIALI – seconda parte

Razzo R-7 Semyorka

Negli anni ’30, a Mosca e Leningrado nascono due società per lo sviluppo di razzi: la Group for Studying Reaction Propulsion (GIRD), co-fondata da Sergej Korolev e la Gas Dynamics Laboratory (GDL), la quale produrrà i razzi Katyusha. Korolev, che va considerato come il principale esponente del programma spaziale sovietico, viene deportato durante gli anni delle purghe staliniane (1937-1938) in un campo di prigionia, dove continua a sviluppare, con altri tecnici cui è toccata la stessa sorte, tecnologie militari per l’aviazione.

Korolev al suo arresto nel 1938

Negli stessi anni, nella Germania nazista, Wernher von Braun progetta il micidiale razzo V-2 che dal 1943 semina distruzione e morte in Inghilterra. Quest’arma così devastante, in grado di colpire obbiettivi a circa 300 km di distanza, costituisce il punto di partenza per la costruzione dei missili balistici a raggio intermedio, intercontinentali e dei razzi vettori di entrambe le superpotenze. Durante gli ultimi giorni del secondo conflitto mondiale, von Braun si consegna volontariamente alle truppe alleate con altri 120 tecnici nazisti e viene immediatamente condotto negli Stati Uniti. Le truppe sovietiche, durante la loro avanzata verso Berlino, si impossessano dell’intero stabilimento per la produzione delle V-2 a Nordhausen in cui operano ancora 200 tecnici. Da questo momento in poi entrambe le due superpotenze hanno a disposizione lo stesso know how per la produzione di missili e le differenze tecnologiche oltre a quelle dovute ai rispettivi sistemi produttivi giocheranno un ruolo decisivo nell’evolversi della Guerra Fredda.

Razzo R-2

Nell’ottobre del ’47 l’Unione Sovietica testa la sua prima V-2, copia esatta di quella tedesca, e due anni più tardi l’R-2, il primo missile in grado di colpire obiettivi a circa 600 Km di distanza , cioè il doppio rispetto al primo prototipo. Nel 1950 Glushko e Korolev sviluppano il primo missile intercontinentale R-11, il quale è ribattezzato in ambito NATO “Scud”. Con questa denominazione rimane tristemente famoso fino ad oggi; lo Scud-B è, infatti, lo stesso tipo di missile usato da Saddam Hussein nel 1991 per colpire Israele, durante la prima guerra del Golfo. Anche la successiva evoluzione, l’R-7 Semyorka, prodotta nel 1954 sempre dai sovietici entra nella storia. Poco efficace dal punto di vista militare, viene modificato per poter trasportare in orbita il primo Sputnik nel 1957.

Razzo R-11

Articolo a cura di Andrea Stratta:

Andrea Stratta, torinese, classe 1978. Laureato in Studi Internazionali e Diplomatici.

LE ORIGINI DEI VIAGGI SPAZIALI – prima parte