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Joker: tra redenzione e follia

joker Conrad Veidt in The Man Who Laughs (1928) L'uomo che ride

La storia del Joker inizia in una notte buia e tempestosa: un bambino sfigurato cerca rifugio e trova conforto nell’umile dimora di un vagabondo. La versione più accreditata è che la figura di Joker nasca nelle pagine di un romanzo pubblicato da Victor Hugo nel 1869: “L’Uomo che ride” ispira molte opere cinematografiche a partire dal 1909, anno del primo adattamento del quale ad oggi si è persa ogni traccia.

Conrad Veidt in The Man Who Laughs (1928)
Conrad Veidt in The Man Who Laughs (1928)

Nel 1928 una nuova versione vede come protagonista l’attore Conrad Veidt: è proprio il suo portamento ed il bizzarro make up ad ispirare gli autori del nuovo fumetto Detective Comics, che nel 1940 si ispirano alle fattezze di Veidt per disegnare Joker, acerrimo nemico del nuovo supereroe Batman . Nel 1966 l’attore cubano Cesar Romero incarna il Joker per la prima volta su celluloide: suo l’imprinting che condizionerà, nel bene e nel male, gli attori che dovranno calarsi in tale ruolo dopo di lui.

Joker: Cesar Romero
Joker: Cesar Romero

Nel 1989 Jack Nicholson si prepara duramente per mettere in scena Jack Napier, criminale sfigurato in cerca vendetta ai danni di Batman. Il Joker di Nicholson è un personaggio elegante e sardonico, per anni la sua performance rimane un punto di riferimento.

Il Joker di Nicholson
Il Joker di Nicholson

Quasi vent’anni più tardi Heath Ledger dedica mesi alla preparazione del suo personaggio, studiando con metodo quasi scientifico libri, film e videogiochi. Il risultato è uno dei personaggi più sfuggenti e complessi nella storia del cinema; un Joker mostruoso, trasandato e folle. Un sinistro canto del cigno per Ledger, che muore poco dopo la fine delle riprese e vincerà l’Oscar postumo.

Heath Ledger
Heath Ledger

Jared Leto raccoglie il testimone nel 2016, ma il confronto con Ledger è ingeneroso: nonostante la preparazione anticonvenzionale di Leto, serve molto di più per spodestare dall’immaginario collettivo l’immagine sgualcita e malinconica di Ledger. Perché Joker è un cattivo privo di qualsivoglia clichè, un antagonista rispetto al quale serve una vita realmente vissuta sul filo del rasoio per misurarsi, una vita come quella di Joaquin Phoenix che parafraseggia a modo suo la tragica figura dell’uomo che ride. E’ in uscita nelle sale “Joker”, film diretto da Todd Phillips già vincitore del Leone d’Oro a Venezia.

Joaquin Phoenix
Joaquin Phoenix

Il realismo totale caratterizza un film che attinge a piene mani dal cinema di Scorsese: persa qualsiasi velleità fumettistica, l’unica componente davvero fantascientifica sembra essere l’incredibile prestazione di Phoenix, trasfigurato nel ruolo di emarginato nella periferia di una Gotham City reale e tangibile. La discesa negli inferi della follia e della solitudine di un buono che, come il tormentato Travis Bickle di “Taxi Driver”, ospita il germe di una cattiveria che è in realtà lo specchio di un sistema pronto ad annichilire e condannare la diversità: il nuovo corso di Joker ci mostra come redenzione e compimento di azioni disdicevoli siano talvolta separati da sottili e fragili confini.