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Intervista esclusiva all’attore Norbert Weisser

Ho avuto il piacere di intervistare Norbert Weisser, attore, drammaturgo, regista teatrale e produttore di origine tedesca, da anni residente negli Stati Uniti. Oltre alla sua lunga carriera teatrale, Weisser vanta una vasta filmografia come attore cinematografico e televisivo, con oltre 100 partecipazioni a lungometraggi e serie televisive di vario genere, alcuni dei quali sono Fuga di mezzanotte, Chaplin, Schindler’s List e Pollock.

L’attore Norbert Weisser, nella scena de “La Cosa”.

Gli appassionati di fantascienza e John Carpenter lo ricorderanno nella parte del norvegese ne La Cosa, del 1982. Ha inoltre partecipato a numerosi film fantascientici e non, del regista cult Albert Pyun.

Norbert Weisser e Steven Spielberg sul set di “Schindler’s List”.

Weisser mi racconta alcune curiosità accadute sul set dei film Sci-Fi a cui ha lavorato nel corso degli anni

Nel 1982 hai interpretato Keller nel film cult di fantascienza con Klaus Kinski intitolato Android – Molto più che umano, di Aaron Lipstadt. Raccontami qualche aneddoto riguardo questa produzione.

Norbert Weisser sul set di “Android – Molto più che umano”.

«Come puoi immaginare Klaus Kinski era un essere umano straordinariamente complicato e strano. Ha fatto dei film meravigliosi, ma non fu molto fortunato. Aveva questi occhi che catturavano immediatamente le persone, da ragazzo ero completamente preso da Klaus, dalle sue eccellenti interpretazioni. Negli anni ’60 andavano di moda i gialli e lui ha sempre interpretato questi pazzi assassini. Quando arrivò sul set gli dissi che ero un suo fan, quindi fu caloroso con me, ma non con tutti. In un certo senso sapeva che ero dalla sua parte e mi avrebbe parlato apertamente delle sue opinioni. Non accettava indicazioni, c’è stato un momento in cui ha detto un no, no assoluto».

Norbert Weisser e Klaus Kinski sul set di “Android – Molto più che umano”.
Norbert Weisser e Klaus Kinski sul set di “Android – Molto più che umano”.

«Durante le riprese di una scena, in cui crea un androide femminile, interpretato da una ragazza, ci fu un problema. Lei non era un’attrice, ma un’amica del regista. Nella scena era lì sdraiata e lui stava facendo qualcosa che assomiglia molto a una visita ginecologica. Lui era dietro un telo e la cinepresa non mostrava cosa stavano facendo le sue mani. Ma come ho detto, sembrava una visita medica. Cos’ha fatto? Klaus l’ha toccata nelle parti intime. Lei si spaventò completamente, si alzò e lasciò il set. La cercammo in tutta Venice. L’abbiamo girato a Venice, in California, dove vivo adesso. Quando l’abbiamo trovata stava piangendo. Abbiamo dovuto parlarle per ore, la produzione ha interrotto le riprese per mezza giornata e l’abbiamo convinta a ritornare. Abbiamo parlato con Klaus, che ci guardava come se la cosa non lo disturbasse. Poi siamo andati avanti con le riprese».

Norbert Weisser e Brie Howard.

«Successe un’altra cosa durante le riprese di Android e non aveva niente a che fare con Klaus, ma con l’altro attore del cast, Crofton Hardester. Lui e Brie Howard avevano una scena in cui lei doveva davvero spaventarsi a morte. Lei proveniva dall’ambiente musicale, piuttosto che dalla recitazione, quindi non era abituata a recitare, ma era brava. La scena era impegnativa fisicamente, quindi lui ha preso il sopravvento. La maggior parte delle attrici avrebbe detto: “Ehi, non farlo”. Lui l’ha spinse per farla spaventare sul serio, così lei non avrebbe dovuto fingere. Dopo un pò guardai il regista, ma non disse nulla al riguardo, e mi sentii in obbligo di prendere le parti dell’attrice e dissi: “Ehi, andiamo, amico, basta. Fermati”. Lui mi rispose subito dicendomi: “Chiudi la bocca, Norbert! Non hai niente da dirmi. Se è necessario può dirlo Aaron”. Io dissi qualcosa, non ricordo esattamente tutti i dettagli, ma deve essersi offeso. Aveva una grossa corporatura e mi prese la testa tra le braccia e iniziò a stringere, mi stava mettendo fuori combattimento, solo stringendomi, stavo iniziando a svenire. Reagii e sfondammo un muro del set. Quindi, ancora una volta, le riprese si fermarono per mezza giornata, per le riparazioni della parete. Dopo alcune ore riprendemmo a filmare, lui ed io ci parlavamo a malapena. Queste sono le due cose fondamentali che mi ricordo, successe durante le riprese di Android».

Nel 1985 hai interpretato Fredo Lureni, il cattivo di un episodio di Supercar, cosa ricordi di quel lavoro?

Norbert Weisser sul set di “Supercar”.

«Non ricordo molto di quel lavoro, ad eccezione di una scena. Si svolgeva su uno yacht, dove in qualche modo avevo messo K.O. Michael Knight (Hasselhoff). A quel punto dovevo sollevarlo, ma il ragazzo è più alto di un metro e ottanta, quindi la controfigura era della stessa taglia. Di certo non potevo metterlo sulla mia spalla. Dissi: “non so come sollevare questo ragazzo sulla mia spalla”. Un paio di ragazzi presero lo stuntman e lo appoggiarono sulle mie spalle. All’epoca ero atletico e sono riuscito a reggerlo e dovevo portarlo fino nel retro dello yacht. Il problema è che in fondo a quella barca c’è una specie di piattaforma. sporgeva parecchio, circa un metro. Io ero al di sopra e dovevo lanciare la controfigura oltre la piattaforma sporgente. Dissi: “non so se posso farlo. E se la colpisce? Il regista rispose: “non mi interessa. Fai quello che ti sto chiedendo di fare”. Lo stuntman non parlò, veniva pagato per questo. Dissi: “farò del mio meglio”. L’ho lanciai e lo spinsi il più lontano possibile. Per fortuna andò bene. Quella volta mi resi conto che devo difendere certi diritti. Se i registi mi chiedono di fare certe cose con cui non mi sento a mio agio, ho tutto il diritto di rifiutarmi. Io non sono qui per uccidermi o uccidere altre persone, anche se devo dire che spesso mi diverto a fare le mie acrobazie, e ho fatto alcune acrobazie molto pericolose in passato e mi sono divertito. Ma sapevo quando ritirarmi e dire: “quello non credo di poterlo fare”. È stato importante per la mia crescita professionale perché ero agli inizi».

Hai partecipato a molti film del regista Albert Pyun, oggi divenuti cult. Raccontami come hai iniziato a lavorare con lui.

Norbert Weisser e Albert Pyun sul set.

«Adoro Albert Pyun. Sai a Hollywood, agli inizi mi offrivano spesso ruoli da nazista, Albert non l’ha mai fatto, facendomi recitare sempre in ruoli diversi, fin dai tempi di Sogni radioattivi (1985). È così che conobbi Albert, mi chiamò per fare un film quasi ogni anno. Per Albert ho interpretato i personaggi più disparati, bravi ragazzi, cannibali, ragazzi perversi, ragazzi con un occhio solo, persone malate, androidi, criminali, ecc. Si è fidato completamente di me, questo è qualcosa che un’attore ama, e certamente lo apprezzo con tutto il cuore».

Norbert Weisser e Albert Pyun sul set.

«A volte dovetti rifiutare perché stavo facendo qualcos’altro, ma ho lavorato in alcuni dei suoi film migliori. Ora è piuttosto malato, ma ha appena girato un film con un gruppo di attori che hanno lavorato per lui gratis. È una persona amata e non si fermerà. Morirà facendo un film. Gli auguro buona fortuna e una lunga vita, ma come ho detto, al momento ha qualche problema di salute. Credo abbia lavorato veramente tanto, passando frequentemente intere nottate a scrivere sceneggiature e lavorando di giorno».

Rutger Hauer e Norbert Weisser sul set di “Omega Doom”, del 1996.

Hai lavorato varie volte con Rutger Hauer, che ricordo ne hai?

«Ti racconto un aneddoto su Rutger Hauer, avvenuto durante le riprese del film Amelia Earhart. Se ricordo bene abbiamo lavorato insieme a tre film e ci è voluto parecchio prima di diventare amici. Sai, era un pò invadente e tendeva a volerti dirigere. Non ho problemi con un attore che ha un’idea, non è il mio problema. Una volta ha cercato di dissuadere il regista a fare un primo piano su di me. Mi piacciono i miei primi piani. Non voglio che sia una ripresa a due. Era un ragazzo scaltro. Alla fine ci siamo piaciuti, abbiamo fatto amicizia e l’ho incontrato spesso in macchina. Abitava qui vicino, a Venice e ci siamo incontrati all’autolavaggio un paio di volte. Abbiamo fatto dei piani per fare qualcosa, ma non è mai accaduto. Volevo bene a Rutger, ma era un ragazzo difficile. Si prendeva cura del numero uno, e il numero uno era Rutger Hauer».

Rutger Hauer e Norbert Weisser sul set di “Omega Doom”, del 1996.

Un ringraziamento speciale a Norbert Weisser, per avermi rilasciato questa intervista.

Norbert Weisser sul set di “Fuga di mezzanotte”.

Di seguito Norbert Weisser in alcune scene: