Home News & trailer Ieri come oggi, missili in decollo da un mondo in crisi

Ieri come oggi, missili in decollo da un mondo in crisi

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Credit: NASA/Eric Bordelon

Sono partiti. Dopo mesi di rinvii (dovuti ad avversità tecniche e meteorologiche) e a distanza di oltre cinquant’anni da Apollo 17, i colossali reattori del razzo SLS hanno riversato tutta la loro potenza sulla rampa 39B del Kennedy Space Center. Alle 18.35 (ora locale della Florida) si è scritta una nuova pagina di storia, non solo dell’astronautica, ma del genere umano.
Sì, perché Artemis II è prima di tutto un traguardo tecnico. L’abitudine a considerare routine i 400 km che separano la ISS dal suolo terrestre, ci ha anestetizzati dal pensiero che i 4 astronauti di Artemis II si accingono a toccare una terrificante distanza di quasi 400.000 km dal nostro pianeta, la più grande mai raggiunta da un essere umano.

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Credit: NASA

Questo è un successo ottenuto con fondi nemmeno minimamente paragonabili a quelli del programma Apollo, che proietta l’Umanità verso una nuova era della ricerca spaziale, questa volta meno votata all’eroismo, più sicura e pragmatica.
Spesso i media tradizionali (e non solo) non offrono opportuna copertura a una serie di missioni nelle quali non ci si fermerà a scattare foto ricordo e a raccogliere rocce: lo scopo ultimo è infatti quello di porre strutture modulari abitabili, in orbita lunare e non solo. Nulla da togliere alle missioni Apollo, che furono uno sfoggio di eleganza tecnologica, realizzato all’ora con una montagna di fondi pubblici: come scrisse Oriana Fallaci “L’uomo è andato sulla Luna mettendo un dollaro sopra l’altro, finché la pila di dollari non ha toccato la Luna.”

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Credit: NASA

A voler giocare con le analogie, ci sono punti di contatto piuttosto evidenti tra quegli anni ‘60 e la nostra epoca. I giganteschi razzi vettori Saturn lasciavano spesso un pianeta tutt’altro che pacificato e sereno. Per intenderci, la storiche missioni Apollo si svolsero durante la controversa guerra del Vietnam. Oggi che il mondo è in fiamme, tra guerre regionali e segnali di crisi, appare quasi velleitario portare quattro esseri umani intorno alla Luna. Eppure l’Umanità è tutto questo: è il basso istinto nella sua rappresentazione più desolante e, nel contempo, la capacità di alzare gli occhi al cielo per allucinare nuove possibilità. Non c’è dubbio che non basterà tornare sulla Luna per cambiare il mondo, così come non cambiò le cose nemmeno quello storico primo passo di Armstrong. Tuttavia, alcune imprese giungono in nostro soccorso, non per risolvere i problemi. Come l’arte e la poesia, lo scopo è forse quello di consolarci, ricordarci che l’essere umano può compiere imprese straordinarie. Il progresso scientifico è la rivalsa sulle prevaricazioni, sull’ignoranza e sulle storture che pervadono il nostro mondo.

Ecco il video del lancio a 360°, cliccando e muovendo il cursore del mouse potete cambiare l’angolazione dell’inquadratura: