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GLI “OATS STUDIOS” DI NEILL BLOMKAMP

Il regista sudafricano Neill Blomkamp (District 9, Elysium) non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Avevo accolto con trepidante attesa e fervore il suo interessamento alla saga di Alien poiché era sua intenzione continuare laddove l’Aliens di James Cameron ci aveva lasciati: i concept da lui ideati ridavano infatti vita ad un personaggio come Ripley riportando la saga al vigore ed all’immaginario primigenio. Così non è andata ed i prequel targati Ridley Scott lo dimostrano. Mi piace pensare che da quel germe mai nato sia giunta la vivida ispirazione che guida i suoi Oats Studios, partiti nel 2017. Sul canale YouTube dedicato possiamo ammirare dei corti e dei pilot veramente entusiasmanti, mi riferisco in special modo a “Rakka” ed a “Firebase”.Nel primo, “Rakka”, la terra è dominata da invasori rettiloidi con facoltà intellettive e telecinetiche capaci di assoggettare la razza umana. Il soggetto non è nulla di nuovo ma la partecipazione di Sigourney Weaver e l’atmosfera dannatamente claustrofobica lo rendono un piccolo gioiello. La fantascienza sporca e cattiva della filmografia del Carpenter più ispirato ed il senso di assedio appena accennato in pellicole come “Termination Salvation” vengono portati al loro apogeo. Neill Blomkamp ci ricorda che i “mostri” esistono e che solamente altri esseri “mostruosi” possono affrontarli.L’atmosfera orrorifica ed onirica che riesce a creare “Firebase” è davvero esemplare, una scena su tutte: l’attacco alla Charleston Air Base quando dei monolitici ed inquietanti mezzi aerei russi bruciano e distruggono tutto. Ambientato nella guerra del Vietnam, “Firebase”, si spinge oltre perché la storia umana si fonde con l’orrore fantascientifico più profondo: e se ci fosse un potere in grado di controllare il tempo, dilatandolo o fermandolo, oppure la materialità della carne riuscendo a plasmare nuove forme di vita?I lavori degli Oats Studios ci spingono a riflettere sulle distorsioni dei nostri tempi creando un universo coerente e incredibilmente accattivante. Tutto questo mentre le immagini dei lavori sopra citati “crescono dentro”. In tal modo rendendoci vettori di un silente parassita pronto ad emergere all’improvviso, proprio come successe la prima volta sulla nave Nostromo, nel 1979.

Articolo a cura di Giovanni Pasini:

Giovanni Pasini, nasce a Brescia nel 1971 , insegnante laureato in lettere. Fin da ragazzo è appassionato di cinema, uno dei suoi generi preferiti è la fantascienza, da questo suo interesse nasce la collaborazione con FantascienzaItalia.com