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Pensieri sulla figura del robot anni ’70

Negli anni ’70 esplose la moda dei robot giganti, grazie al contributo di Go Nagai, oggi omaggiati da film come Pacific Rim di Del Toro e dal ritorno di Goldrake su mamma Rai. Oltre ai Robot di Go Nagai (Toei Animation) abbiamo quelli della società di produzione Sunrise: uno di questi è Daitarn 3. Interessante l’episodio intitolato Le luci della ribalta, dove abbiamo un sunto dell’immaginario cinematografico del ‘900. L’episodio vede il prode robottone Daitarn 3 destreggiarsi in un set cinematografico. Non solo si abbatte la “quarta parete” (strizzando l’occhio al telespettatore, come ne La Storia infinita), ma il regista del cartone Tomino, ci illustra in poche inquadrature la storia del cinema. Nella prima parte vediamo Haran Banjo (pilota del robot) entrare in un set cinematografico a tema Samurai (quindi omaggio ad Akira Kurosawa). Poi Banjo ingaggia un combattimento con un samurai-meganoide, che usa una classica katana mentre Banjo brandisce una spada laser. Non ci vuole molto a capire che ora il regista vuole omaggiare George Lucas (che a sua volta ha preso spunto dal cinema di samurai di Kurosawa La fortezza nascosta). Poi l’inseguimento procede in un set a tema Western, proiettandoci nel cinema di Sergio Leone (anche lui legato all’opera di Kurosawa-Yojimbo). Alla fine il meganoide combatte in dimensioni titaniche contro il robottone (onorando il suo genere e chiudendo il cerchio con il genere fantascientifico).
Possiamo annoverare anche Leiji Matsumoto nel filone dei robot giganti, grazie a Danguard Ace, nato dalla rottura di Go Nagai con la Toei Animation. Tornando a Go Nagai, il fascino delle sue opere giunge anche dai nomi dei protagonisti, ad esempio prendiamo Koji Kabuto. È noto che Kabuto vuol dire elmo del Samurai, ma forse non tutti sono a conoscenza che l’elmo aveva sulla sommità una apertura (come quella per il pilder di Mazinga) che era la sede del dio della guerra, come viene rappresentato da Go Nagai nel manga MazinSaga. In Violence Jack abbiamo un personaggio che omaggia Mazinga, un energumeno con una persona sulle spalle che lo comanda alla maniera di Master Blaster di Mad Max: oltre la sfera del tuono. Insomma senza la spinta di Go Nagai non avremmo mai avuto i robottoni di Pacific Rim passando per l’eclettismo di Daitarn 3, che ci porterà al realismo di Gundam di Tomino, fino alle sperimentazioni di Leiji Matsumoto di Danguard Ace.

Articolo a cura di Jean-Pierre Colella