Home News “BLADE RUNNER 2049” : RECENSIONE A CALDO – NO SPOILER

“BLADE RUNNER 2049” : RECENSIONE A CALDO – NO SPOILER

Fin dai primi minuti del film ci si rende conto che l’intento di Villeneuve è stato quello di riportare in vita l’atmosfera distopica e futuristica di Blade Runner attraverso immagini altamente suggestive. Ci troviamo da subito immersi in una megalopoli multietnica in perfetto stile cyberpunk. Seguendo il percorso aereo delle macchine volanti godiamo immediatamente del cielo cupo di Los Angeles interrotto da un caleidoscopico dedalo di luci al neon che illuminano grattacieli vertiginosi. Eccentrici ed immensi ologrammi alimentano di pubblicità le strade, dove un flusso costante di persone cammina sotto la neve o la pioggia incessante. Ombrelli futuristici regalano un momento di nostalgico rimando al film capostipite ricordando i famosi ombrelli dal manico a neon luminoso. L’universo di Blade Runner 2049 si arricchisce rispetto al capostipite di ambientazioni di un sapore tipicamente post apocalittico; paesaggi degradati e città abbandonate creano atmosfere oniriche e surreali accentuate da una costante presenza di nebbia nei toni dell’ocra e del rosso.

In questo mondo glaciale e anonimo l’agente K, interpretato da Ryan Gosling e l’ex agente Deckard, interpretato da Harrison Ford, conducono le loro esistenze incarnando l’uno un presente impersonale e disincantato e l’altro il passato, nostalgico ed esiliato ai margini di una società senz’anima.
In Blade Runner 2049 ampio respiro viene dato ai personaggi femminili che accompagnano i due agenti lungo le fila della narrazione. Le donne sono le vere colonne portanti della storia, coloro che nel bene e nel male possono esplicitare il mistero su ciò che rende veramente umana una creatura vivente, sia essa nata o prodotta in laboratorio.

Ma allora cos’è che non rende Blade Runner 2049 un capolavoro?
Una sceneggiatura decisamente traballante che non convince. I dialoghi non raggiungono neanche lontanamente il lirismo di Blade Runner del 1982, facendo risultare la pellicola in molti casi banale e di poco spessore.
Non ci sono idee originali, nessuna innovazione tecnologica degna di nota rispetto al futuro narrato dal film capostipite.
La domanda quindi è: Blade Runner 2049 è davvero il giusto erede di Blade Runner? La risposta è no, non si può parlare di un vero e proprio atto di continuità tra i due film. L’aspetto filosofico e poetico che si percepisce in ogni fotogramma del primo film resta ironicamente “non replicabile”; questo sequel, che sicuramente dà prova di essere potente a livello visivo, appare purtroppo decisamente debole in profondità emozionale.