Home 1980 “VISITORS”: INTERVISTA A KENNETH JOHNSON, CREATORE DELLA SERIE ANNI ’80

“VISITORS”: INTERVISTA A KENNETH JOHNSON, CREATORE DELLA SERIE ANNI ’80

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Kenneth Johnson: autore, regista e produttore della serie televisiva anni ’80 “Visitors”. Ha inoltre prodotto e diretto alcune serie cult tra cui “L’Incredibile Hulk”, “La Donna Bionica” e  “Alien Nation”.

Puoi raccontarci come hai avuto l’idea di creare la serie “Visitors”?
Rimasi molto incuriosito riguardo un articolo sui molti cambiamenti in America e scrissi una sceneggiatura specifica su un insediamento fascista negli Stati Uniti. Il mio amico Brandon Tartikoff la lesse e ne rimase molto colpito, all’epoca lavorava per la NBC. Voleva trasformarlo in una grande miniserie e poi in una serie sull’occupazione degli Stati Uniti, ma era preoccupato che gli Americani non comprendessero davvero il fascismo e suggerì che potevano essere i Sovietici o i Cinesi. Non credevo che avrebbero potuto sostenere a lungo l’occupazione degli Stati Uniti e venne fuori il soggetto degli alieni. Non volevo pensare in questo senso perché non mi piaceva essere catalogato come il “Signor Fantascienza”, ma mi resi conto che avrei potuto fare molto, realizzare una interessante metafora e allegoria, raccontando la storia che volevo.Anche se si trattava di una serie di fantascienza, il vero fulcro della storia erano le questioni sociali come: il razzismo, la Seconda Guerra Mondiale, la resistenza e l’occupazione. Ci puoi dire qualche cosa a questo riguardo?
Sicuramente l’aspetto commerciale di “Visitors” era la fantascienza con grandi astronavi e una razza di rettili spaziali, ma aveva anche molto a che vedere con l’abuso di potere, le persone che lo avevano subito e le persone che erano determinate a combatterlo come la resistenza della Seconda Guerra Mondiale. A mio avviso è questo tema ad aver decretato il successo di “Visitors” che continua ancora oggi.Di tutti gli episodi girati ne preferisci alcuni in particolare?
Gli unici episodi di cui sono orgoglioso sono le prime 4 ore che ho scritto, prodotto e diretto. Non sono stato molto coinvolto nella realizzazione delle successive serie, ma ho sentito dire che la qualità non era ottima per tutti.Raccontaci riguardo l’assegnazione delle parti e come hai deciso di assegnare i ruoli principali a Marc Singer e Jane Badler?
Vi erano 65 ruoli parlanti da assegnare, cercai attori di qualità e seri, che potessero interpretare al meglio i caratteri dei loro personaggi. Sicuramente lo erano Faye Grant, Marc Singer e Jane Badler. Marc fu scelto il venerdì notte precedente l’inizio delle riprese che iniziammo di lunedì; Jane Badler fu scelta una o due settimane dall’inizio della produzione… appena vidi i suoi occhi e la sua totale abilità nel catturare i caratteri di “Diana” che avevo in mente, capii che era la persona giusta per quel ruolo.Hai prodotto, scritto e diretto molte serie televisive con cui siamo cresciuti: L’Incredibile Hulk, L’Uomo dai Sei Milioni di Dollari, La Donna Bionica… Cosa ricordi del primo periodo della tua carriera ? Cosa vorresti invece dimenticare ?
Nei miei primi anni alla Universal ho creato “La Donna Bionica”, prodotto “ L’Uomo dai Sei Milioni di Dollari” e poi prodotto e diretto “L’incredibile Hulk”… Sono stati anni meravigliosi… era come andare a scuola ed essere pagato! Ero il più giovane produttore alla Universal, di conseguenza il meno retribuito, ma fu una meravigliosa esperienza di apprendimento e una strepitosa opportunità per capire esattamente come lavorare da produttore, regista e scrittore per la televisione. Fu una grande sfida produrre e realizzare episodi a basso costo che ancora oggi sono buoni pezzi teatrali. Spesso vagavamo negli studios sperando di trovare set di vecchie produzioni da riutilizzare: bastava ridipingerli, fare qualche modifica a seconda delle nostre esigenze e in questo modo ci risparmiavamo di costruire tutto da zero. L’unica cosa che mi dispiace di quegli anni è che quando accettai di realizzare “L’Incredibile Hulk” come episodio pilota e poi come serie, non potei sviluppare un progetto basato sul romanzo di Sir Walter Scott intitolato “Ivanhoe”. Mi sarebbe piaciuto molto scrivere, produrre e dirigere quella miniserie di 4 ore, ma avendo “L’Incredibile Hulk” ottenuto successo per ben cinque anni, “Ivanhoe” non fu mai realizzata.