Home Cinema “E.T.”, “ALIEN” ED ALTRI EXTRATERRESTRI: LA FANTASCIENZA SECONDO VICTOR RAMBALDI

“E.T.”, “ALIEN” ED ALTRI EXTRATERRESTRI: LA FANTASCIENZA SECONDO VICTOR RAMBALDI

CONDIVIDI

Regista e sceneggiatore, ma anche scrittore e “memoria storica” della vita e delle opere del padre Carlo: Victor Rambaldi è un creativo a tutto tondo. Sul set del suo nuovo film, il thriller “Demonkind”, ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande. Una breve intervista a tutto tondo sul suo rapporto con la fantascienza, parlando di progetti passati e futuri.

Nella tua carriera di regista e sceneggiatore hai lambito numerosi generi quali horror, azione, drammatico, ma anche fantascienza: qual è il tuo rapporto con quest’ultima?

La fantascienza mi ha sempre affascinato, da quando a 10 anni vidi per la prima volta “2001 Odissea nello Spazio”, un film indimenticabile e che a tutt’oggi rivedo sempre volentieri e ne faccio materia di studio quando insegno. Ne seguì un altro, “Solaris”, del regista Tarkovski. Da quell’esperienza divenni un avido lettore di fantascienza, leggendo autori classici quali Ben Bova, Ursula LeGwin, Arthur C. Clark, Ray Bradbury e molti altri.

Dopo aver diretto alcuni film negli Stati Uniti, sei tornato in Italia per dirigere il film d’animazione “YO-RHAD, un amico dallo spazio”, tratto da un tuo racconto, al quale ha partecipato anche tuo padre in qualità di disegnatore. Il film è stato apprezzato e premiato nel circuito del cinema per ragazzi. Ci puoi parlare di questa esperienza?

Volevamo fare un tributo a ET, l’extraterrestre, poiché l’anno di produzione rappresentava anche il ventennale del film di Spielberg. È stata un’esperienza molto positiva perché ho avuto la possibilità di scrivere la sceneggiatura (insieme al produttore, Camillo Teti) e di firmare anche la co-regia. La produzione fu realizzata in parte in Italia e in parte in Argentina e abbiamo adottato la tecnica tradizionale della “full animation”, relegando il digitale solo a un ruolo marginale. Ebbi anche la fortuna di lavorare con Lucio Dalla che ne firmò la colonna sonora.

Non sei solo regista. Parallelamente sei infatti un affermato scrittore di libri per ragazzi. Sei anche autore del bellissimo “Carlo Rambaldi, una vita straordinaria” libro dedicato alla vita del papà. C’è qualche episodio particolare che ricordi e non hai riportato nel libro?

Ho voluto scrivere questo libro non come figlio che omaggia il padre, ma come osservatore, anzi spettatore il più possibile imparziale della vita, appunto straordinaria, non solo di un “mago” degli effetti speciali cinematografici ma di un uomo dotato di grandi capacità creative e artista a tutto tondo. Ci sono molti episodi divertenti della vita di mio padre quando era un adolescente e viveva nel suo paese natale che, per mancanza di spazio, non ho potuto includere nel libro. Tra questi, un’impresa titanica: andare in bicicletta da Ferrara ad Asiago e ritorno in un solo giorno. All’andata ce la fece in poco più di dieci ore. Al ritorno, preferì farsi trainare da un autocarro (non visto dall’autista, tra l’altro).

Il nome di Carlo è legato indissolubilmente a volti di alieni docili e rassicuranti. Vengono in mente subito Puck di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e il celeberrimo E.T. l’extraterrestre: a tuo padre dobbiamo però anche la straordinaria animazione di un mostro iconico come lo xenomorfo di “Alien”. Qual era l’opinione di tuo padre riguardo una ipotetica forma di vita extraterrestre? Ne avete mai discusso?

Spesso ne parlavamo, soprattutto tra amici. La teoria di mio padre, condivisibile, era semplicemente questa: se è vero che nel nostro universo ci sono migliaia di galassie come la nostra è perfettamente probabile che altre civiltà possano esistere. Il problema sono le enormi distanze nello spazio interstellare. Quindi, per un mero calcolo di probabilità, è quasi impossibile ritenere la razza umana l’unica abitante dell’universo. Opinione questa condivisa anche da noti astrofisici come Carl Sagan.

Come ritieni che le nuove generazioni si approccino al genere fantascientifico?

Al momento credo con un po’ di disinteresse, quasi di noia. Succede a qualsiasi genere quando le opere abbondano. Bisogna attendere la nuova sferzata creativa da parte di qualche nuovo regista. Come disse una volta mio padre facendo riferimento alla pittura: “Dopo Picasso, cos’altro si può fare?”. Io direi, dopo “Star Wars” e “Blade Runner”, cos’altro si può fare?

Esiste un film o un libro che ritieni fondamentale e ti sentiresti di consigliare ai giovani appassionati di sci fi?

Ripeto: “2001 Odissea nello Spazio”, di Arthur C. Clark.

Ci puoi fare un punto della situazione riguardo i lavori per la realizzazione del Museo Rambaldi a Vigarano Mainarda?

Siamo a metà del guado. La struttura di 300 metri quadri esiste. Manca solo l’allestimento e le scenografie finali. Speriamo di poter inaugurare il museo nell’autunno del 2018.