Home Cinema INTERVISTA A STUART LAND: SCULTORE PER “ALIENS” E MOLTE ALTRE PRODUZIONI

INTERVISTA A STUART LAND: SCULTORE PER “ALIENS” E MOLTE ALTRE PRODUZIONI

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Stuart Land ha lavorato come scultore e designer nel campo degli effetti speciali e dei set cinematografici, partecipando ad alcun delle più famose produzioni sci-fi della storia del cinema quali “Aliens”, “Predator”, “Abyss”, “Invaders from Mars” e tantissime altre.Land si è inoltre occupato di fotografia, design e scultura nel campo della moda e dell’arredamento, ha esposto le sue opere d’arte in note gallerie di Washington DC, Boston, Londra, Beverly Hills, Los Angeles, Baltimora, Laguna Beach, NYC e San Francisco.
I suoi lavori fanno parte di molte collezioni private in giro per il mondo, recentemente si è dedicato alla scrittura di romanzi di vario genere.
Il poliedrico Stuart Land mi ha gentilmente concesso questa intervista. Come sei diventato scultore?

Avevo un amico che realizzava sculture in metallo, per saldare insieme i pezzi delle sue opere d’arte usava un saldatore ad acetilene. Io stavo costruendo una moto “chopper” e lui si offrì di tagliare i pezzi e riassemblarli. Mentre lo osservavo ero molto interessato all’arte di saldare insieme parti metalliche, subito dopo mi sono trasferito in un ex pollaio convertito ad abitazione, situato nel bosco. Una parte era la mia camera da letto, l’altra parte era il mio studio. Ho lavorato come scultore del metallo per 13 anni. Poi, un altro amico scultore mi ha introdotto all’uso della cera, realizzavo statue in cera che poi fondevo in bronzo. Successivamente sono passato alla lavorazione dell’argilla, poi alla fibra di vetro.
Ho iniziato a progettare e realizzare costumi, dopo cinque anni mi sono trasferito ad Hollywood ed ero indeciso se occuparmi di design o costumi nelle produzioni cinematografiche. Dopo aver visto Star Wars ed Alien ho capito che volevo essere coinvolto in film del genere, dopo essermi proposto tutti i giorni per sette mesi ai vari laboratori di effetti speciali finalmente sono riuscito ad avere il primo lavoro.

Quali erano le tue passioni? Ti piace la fantascienza?

Mi piace il fantasy e la fantascienza, ma mi piace tutto ciò che è arte. Ho fatto molte sculture fantasy e sculture artistiche di donne. Ho anche realizzato costumi in metallo prima che vi fosse l’avvento del cosplay. I miei disegni sono stati pubblicati in un libro di moda sci-fi, sui top 100 designer di moda di tutto il mondo. Il libro si intitola:”Fashion: 2001″, pubblicato nel 1983. Crescendo ho letto molti libri di fantascienza e ho visto molti film. Da bambino, il mio film sci-fi preferito era “Invaders From Mars”. Quando ho iniziato a lavorare ad Hollywood ho progettato e realizzato molti oggetti di scena per il remake di “Invaders From Mars” di Toby Hooper.

Quali sono i film che ti hanno maggiormente impressionato prima di lavorare nell’industria cinematografica?

I film di fantascienza che mi hanno colpito di più sono stati “Star Wars”, “Alien” e “Terminator”. Prima di diventare uno scultore, ero fotografo per una società cinematografica a New York. Il padre di un mio amico era uno noto sceneggiatore e mi fece appassionare anche alla scrittura, questo dieci anni prima che io iniziassi a scrivere le mie sceneggiature. Essendo a Hollywood, lavorando al fianco di tutte queste persone famose, potevo fare domande e chiedere consigli sulle sceneneggiature.

Quali sono stati i tuoi primi film e / o lavori televisivi?

Il primo film a cui ho lavorato è “Neon Maniacs”, penso sia diventato un cult, dopo di che ho lavorato a “Mandroid” e altri B-movie terribili. Dopo queste produzioni sono andato a lavorare in un altro laboratorio di effetti speciali e mi sono occupato di film e spot migliori. Ho creato il modello di scena della Monument Valley per lo spot di Capri Sun, una bevanda giapponese alla frutta. Questo lavoro è piaciuto molto, ho fatto molte sculture di roccia.
Volevo lavorare per Rick Baker, che ho conosciuto, ma non mi ha mai assunto. Volevo anche lavorare per Stan Winston, mi ha detto che il mio book era buono, ma non avevo niente a che fare con i mostri o la sci-fi. Sono andato a casa e ho trascorso un’intera settimana a scolpire una creatura aliena e l’ho portata nel suo laboratorio, Winston ha interrotto il lavoro e tutti sono venuti a vedere ciò che avevo fatto. Ha detto che ero la prima persona a fare qualcosa seguendo i suoi consigli. Tuttavia, sono passati mesi e lui non mi ha assunto.

Poi finalmente ho ricevuto una chiamata dal produttore di un nuovo film in lavorazione. Non so come ha avuto il mio numero di telefono. Gli è piaciuto molto il mio book e mi ha assunto, la mattina dopo ho fatto colazione con Toby Hooper e altre persone della produzione. La mia prima colazione a Hollywood! Avevano problemi con i design dei cannoni marziani e l’astronave. Avevo un piccolo pezzo di argilla in tasca e mentre tutti mangiavano e parlavano ho scolpito l’astronave con una forchetta. L’ho data al ragazzo accanto a me e l’ha passata agli altri, quando Toby la vide, mi guardò e disse: “Andate a costruirla!”. Questo è stato l’inizio dei miei grandi lavori. Ho progettato e scolpito in questa produzione per tre mesi, facendo l’astronave, le pistole a raggi e la macchina gigante. Il problema era che Stan Winston vide che io, quel “nessuno” che aveva cercato di lavorare per lui, stava ora dando alla luce grandi oggetti di scena. Ne lui, né chiunque altro del suo laboratorio mi hanno più parlato.

Come sei stato coinvolto nella produzione di “Aliens”?

Sono stato chiamato da Doug Beswick per scolpire Sigourney Weaver, che interpretava il personaggio principale del film. Doug è un famoso esperto di meccanica, noto per molti film in cui ha lavorato. Prima di questo avevo già scolpito una piccola scultura che rappresentava una Playmate di Playboy, da lì era girata la voce che sapevo fare sculture femminili e in quel periodo non molti addetti ai lavori le realizzavano. A quei tempi non c’era ne cellulare ne computer. Utilizzavamo per comunicare il fax che era lentissimo e di bassa qualità. Le sculture grandi della Alien Queen e del Power Loader sono state fatte a Londra, noi eravamo a San Fernando (USA) a lavorare sulle versioni in miniatura: Doug lavorava ai pupazzi meccanici della Alien Queen e del Power Loader. Siccome non aveva ancora fatto il Power Loader mi chiesero di realizzarlo. Come gli avevo detto non avevo mai fatto niente che richiedesse la costruzione di un modello meccanico; ho trascorso diversi giorni cercando di farlo, ma alla fine l’ho passato a qualcuno di specializzato in quel tipo di lavoro. Nel frattempo non potevo iniziare il modellino alto 16 pollici di Sigourney perché non avevo foto dettagliate e non potevano diffonderle perchè le scarpe della Reebok che indossava erano ancora segrete.

Ho chiamato James Cameron e gli ho chiesto di scattare qualche foto a Sigourney, visto che entrambi erano a New York. Me le ha inviate un paio di giorni dopo, purtroppo non indossava il costume di scena, ma bensì un pigiama. Quindi, sono state inutili per me, alla fine ho utilizzato alcune foto dal primo film “Alien” per scolpire il suo corpo, dato che sarebbe stato coperto con abiti di stoffa, mi hanno detto di farla realistica perchè avrebbe indossato una t-shirt.

Alla fine il risultato era molto buono, finché qualcuno ha applicato il make-up peggiore mai visto per una miniatura da film! Era così brutto che lo grattammo via per rifarlo da capo. Questo mi ha creato grossi problemi e pensavo di non rispettare le scadenze. Ero nuovo nel settore e molto preoccupato sull’importanza delle scadenze, il truccatore purtroppo ha applicato le ciglia quasi sulla fronte come se fosse una bambola giapponese “Noh”, infatti fu utilizzata comunque e facendo il fermaimmagine nella scena del combattimento finale si può vedere.

Hai qualche aneddoto divertente che è successo durante la produzione?

Beh, più che altro è stato divertente per chi ha fatto gli stampi della miniatura, ma non per me. Durante le riprese della scena finale in cui Sigourney e la regina Aliena stanno combattendo dovevano togliere i vestiti delle bambole per regolare le braccia, proprio all’altezza dell’inguine qualcuno aveva scolpito un volto felice! James pensava che fossi stato io. L’ho saputo più tardi, quando la voce è girata. Successivamente ho lavorato ad un altro suo film, “The Abyss”, dove ho scolpito le miniature dei due piccoli sottomarini e i tunnel alieni. Credo che me l’abbia fatta pagare non accreditandomi nei titoli dei due film.

Recentemente ho digitalizzato due vecchie videocassette VHS contenenti il dietro le quinte di “Aliens” in cui mi si vede mentre scolpisco la miniatura di Sigourney, ho trovato anche un rarissimo filmato del primo costume di “Predator” mentre viene indossato da Jean Claude Van Damme. Inoltre ho trovato filmati di me mentre lavoravo a “Invaders from Mars” e alcuni spot pubblicitari.

Ringrazio Stuart Land per il tempo che ci ha dedicato. (Paolo Prevosto)