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INTERVISTA A JOHN WASH, ARTISTA DEGLI EFFETTI VISIVI IN: “DARK STAR”, “STAR WARS” E MOLTI ALTRI

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L’incredibile creatività visiva di John Wash gli ha permesso di creare alcune delle più famose scene in “finta” computer grafica della storia del cinema.
“Dark Star”, “Star Wars”, “1997: Fuga da New York”, “Blade Runner” sono solo alcuni dei film a cui ha lavorato, ringrazio John Wash per il tempo che ci ha dedicato.

Come sei diventato un animatore grafico e artista di effetti visivi?

Il percorso della mia carriera è iniziato presso l’Università della Southern California, nel Dipartimento di Cinema. Due dei miei compagni di studio, John Carpenter e Dan O’Bannon, stavano lavorando al loro ultimo film come studenti, per i loro studi universitari, una pellicola di fantascienza intitolata “Dark Star”. Il film, originariamente girato in 16mm, è stato successivamente ampliato in durata con l’aggiunta di nuovo materiali. “Dark Star” è stato poi riversato in 35 mm e commercializzato. Rimane un cult ancora oggi.
John e Dan avevano bisogno di alcune animazioni su schermo per aiutare diversi punti della trama del film e mi hanno chiesto di crearle. Queste erano le mie prime animazioni grafiche e l’inizio della mia carriera in quel campo. A quel tempo, l’animazione del computer era all’inizio, in gran parte studiata sperimentalmente in diverse università e centri di ricerca. Ho sviluppato uno stile e una tecnica, utilizzando un’illustrazione retroilluminata su un supporto per fotocamere di animazione, per simulare ciò che i disegni grafici computerizzati sarebbero stati in futuro. Ho completato circa una dozzina di queste animazioni per “Dark Star” e ho continuato a lavorare in quel tipo di animazione dopo la laurea alla USC.Ho realizzato inoltre alcuni effetti visivi più piccoli per “Dark Star” mentre stava per uscire sul grande schermo. Tuttavia, la mia transizione nel lavoro degli effetti visivi è iniziata quando sono stato chiamato da Doug Trumbull’s Entertainment Effects Group. Il mio primo progetto era “Blade Runner”. Questo ha seguito il lavoro che ho fatto su “Star Wars Episode IV”, che è stata tutta l’animazione grafica. I miei sforzi su “Blade Runner” includevano animazione di flussi di macchine volanti, definite “spinner” nel film. Queste erano le sagome che si vedevano in lontananza sullo sfondo. Ho anche creato la segnaletica al neon per altri sfondi e animazioni grafiche sugli schermi giganti, sia sui grattacieli che sulla città della futura Los Angeles.

Quali erano le tue passioni da ragazzo? Includevano la fantascienza?

Ho sviluppato l’interesse per i film in età precoce. Quando avevo circa sette anni, i miei genitori per Natale mi hanno regalato un proiettore che includeva un breve cartone animato in bianco e nero di Mickey Mouse. Quella bobina da 8 mm mi piaceva così tanto che l’ho distrutta a forza di guardarla. Durante la mia adolescenza ho scoperto i film di Ray Harryhausen. In quel periodo, la nostra famiglia viveva in un sobborgo della zona di Minneapolis-Saint Paul in Minnesota. Con un amico prendevo l’autobus per andare in centro e trascorrere la giornata al cinema. Sceglievamo sempre film di fantascienza e horror, i miei preferiti erano quelli di Harryhausen. La sua immaginazione e la sua bravura nell’arte della stop-motion mi sono sempre piaciute. Uno dei momenti più emozionanti della mia vita è stato incontrarlo durante una conferenza e aver parlato con lui.

Quali sono i film che ti hanno colpito prima di lavorare nell’industria cinematografica?

Oltre il lavoro di Ray, c’erano anche altri film di fantascienza che apprezzavo. “Forbidden Planet” (Il Pianeta Proibito, 1956) aveva una colonna sonora innovativa e l’animazione della creatura a due zampe, evocata dalla mente di Morbius per attaccare la nave con l’equipaggio in visita, era incredibile. “The Earth vs. Flying Saucers” (La Terra Contro i Dischi Volanti, 1956) era anche un grande film, basato sulle paure della società dell’epoca della guerra nucleare. Naturalmente Ray Harryhausen ha contribuito con la sua animazione dei dischi volanti. “The Day The Earth Stood Still” (Ultimatum alla Terra, 1951) è un altro classico nello stesso stile.

Quali sono i primi film su cui hai lavorato?

Di sicuro “Star Wars Episode IV” (Guerre Stellari, 1977) ha dato una grande spinta alla mia carriera. Avevo parlato con George Lucas mentre era in pre-produzione il film per proporgli un’idea su come animare la grafica che si vede nella sala di comando dei ribelli, per mostrare il piano d’attacco nel corridoio della superficie della Morte Nera in cui il caccia ribelle deve sparare un siluro fotonico al momento giusto. La nostra proposta, che ho presentato assieme a due dei miei colleghi animatori grafici, era di mostrare una simulazione computerizzata tridimensionale, realizzando un progetto ad alto contrasto di una porzione della Morte Nera. Questa tecnica l’ho anche utilizzata successivamente per “Escape From New York” (1997: Fuga da New York, 1981). Tuttavia, George ha deciso di assegnare il lavoro a Larry Cuba, che ha utilizzato un computer per animare la sequenza. Dopo quasi un anno ho sentito da Dan O’Bannon, che era stato contattato da Lucas per fare qualche grafica aggiuntiva per il film. Dan, Jay Teitzell e io abbiamo formato un team di animazione grafica per completare il lavoro di cui Lucas aveva bisogno. Le animazioni che abbiamo creato hanno incluso il puntamento degli obiettivi per i combattenti imperiali e i ribelli, il binocolo elettronico di Luke e gli schermi tattici della Morte Nera e della base ribelle.