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INTERVISTA ESCLUSIVA AD ALAN HOWARTH, compositore e sound designer per “1997: Fuga da New York”, “Star Trek” e molti altri film

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Cosa hanno in comune “1997: Fuga da New York” (1981), “Star Trek – Il Film” (1979), “Halloween II” (1981) e “Grosso Guaio a Chinatown” (1986)?
Le musiche di tutti questi film sono del compositore e sound designer Alan Howarth, che da più di 40 anni lavora nel campo delle colonne sonore e nella creazione di suoni per grandi produzioni hollywoodiane, pellicole divenute cult e classici, anche grazie al suo lavoro.
Howarth cresce a Cleverand in Ohio, suonando da ragazzo in gruppi rock locali fino ad aprire le tournèe nazionali di gruppi come gli “Who” e i “Cream”. Dopo breve tempo inizia a comporre musica nelle band “Braino” e “Pi Corp” utilizzando sintetizzatori. Nel 1976 fornisce supporto tecnico per il sintetizzatore della band fusion jazz “Weather Report”. Lo stesso anno si trasferisce a Los Angeles.
Nel 1979 arriva il primo incarico cinematografico importante: Alan lavora nel team per gli effetti sonori di “Star Trek – Il Film” (Star Trek: The Motion Pictures), occupandosi dei suoni per i successivi sei film della saga.
L’esordio della sua carriera di compositore avviene nel 1980 grazie al film “1997: Fuga da New York” partecipando alla composizione delle musiche assieme al regista John Carpenter e realizzandone l’inconfondibile sound. Il sodalizio con Carpenter si dipanerà attraverso svariate pellicole: “Halloween II”, “La Cosa”, “Halloween III”, “Christine la Macchina Infernale”, “Grosso Guaio a Chinatown”, “Il Signore del Male”, “Halloween IV”, “Essi Vivono”, “Halloween 5”, “Halloween 6”.

Howarth è inoltre un pioniere nell’utilizzo di sistemi audio surround multicanale immersivi, assieme a Steven Taylor con la “Dimension Audio”. A lui dobbiamo molte innovazioni tecniche, come il primo prototipo del Dolby Atmos.
Howarth mi ha gentilmente concesso questa intervista
Alan, quali erano le tue passioni da ragazzino?
Da bambino ero decisamente appassionato di arte, disegnavo molti ritratti. Ero veramente coinvolto da questo e li realizzavo a matita, su carta. Nello stesso periodo mio padre aveva una fisarmonica semplice a 12 tasti, così mi sono interessato alla musica, mia madre mi ha portato a lezioni di fisarmonica, avevo circa 5 o 6 anni, ero molto giovane.
L’insegnante era un autore, star della televisione locale. Ricordo di essere andato a casa sua per la prima lezione. La lezione si svolgeva nel seminterrato, mi ha insegnato un po’ il basso e la melodia per fare un po’ il vecchio “po po po po”. Ad un certo punto l’insegnante era scomparso, all’improvviso è arrivata mia madre, siamo saliti in macchina e ce ne siamo andati. Quella è stata la fine delle mie lezioni di fisarmonica.
Ho scoperto anni dopo quello che è successo: l’insegnante aveva messo le mani addosso a mia madre! Questo è quello che ha ucciso la mia carriera musicale a 5 anni! Quindi sono rimasto tutta l’estate sul mio trenino elettrico assemblato nel seminterrato, ero anche appassionato di elettronica. Mio padre era preoccupato perché aveva paura dell’elettricità, pur trattandosi solamente di 12 volt, dicendomi che potevo farmi male con le scintille se avessi fatto le cose sbagliate.
Riuscivo a smontare e rimettere tutto assieme, e credo sia per questo che oggi non ho problemi con molte apparecchiature e cavi negli studi di registrazione. Tutta questa roba è una sorta di trenino elettrico. Per quanto riguarda le altre passioni ero il leader del gruppo “Come thru”. Mi hanno dato una lettera da portare a mia madre per partecipare ad un test attitudinale di musica, le chiedevano se fosse disponibile a comprarmi uno strumento musicale, penso che l’intento fosse noleggiare strumenti musicali ai ragazzi. Ricordo di aver guardato tutti gli strumenti che si potevano scegliere per la banda della scuola e non c’erano ne chitarre ne pianoforte, quindi la prima cosa che mi ha incuriosito è stato il fagotto, ma era poco pratico. Questo strumento mi appariva freddo, quindi in quarta elementare ho scelto il sassofono, ho iniziato con il sax alto che ho suonato fino alla fine delle elementari e alle superiori nella banda musicale, è stato il mio primo impegno musicale determinante. Poi ho conosciuto una ragazza nelle classe dell’Art Club, il suo nome era Kathy, il suo ragazzo Dave aveva una band con cui andava a suonare ai balli di altre scuole superiori e cose del genere. Dave stava cercando qualcuno per suonare nel gruppo il sabato successivo e io ho detto ok! Abbiamo suonato e messo insieme la band “Banner Wee World”: era una sorta di musica da ballo simile ai “Canadian Sunset”, ma con un pizzico di rock. A fine serata mi hanno pagato 80 dollari, ho spalancato gli occhi e mi sono detto che per sole 3 ore di musica avevo guadagnato ben 80 dollari, così ho iniziato a concentrarmi sulla musica.

Ti piaceva la fantascienza da ragazzo?
Mi piaceva assolutamente la fantascienza, una parte della mia infanzia l’ho trascorsa andando il sabato pomeriggio al cinema con i miei genitori e mia sorella. Tra il 1956 ed il 1960 mi ricordo di aver visto “Il Pianeta Proibito”, all’epoca non lo sapevo ancora, ma era una delle prime colonne sonore composte da Louis e Bebe, ero veramente affascinato dalle immagini fantascientifiche nello spazio, ho visto anche “Buck Rogers” in televisione e mi piaceva anche l’horror. Ricordo un paio di film che mi avevano davvero impressionato: “The Tingler” (distribuito in Italia con il titolo “Il Mostro di Sangue”, 1956), era uno dei primi film 4D; era la storia di una creatura che entrava nel corpo della vittima e ne prendeva il controllo tramite la spina dorsale, sembrando un’aragosta gigante, ma alla fine i membri del team la uccidevano. Alla fine del film lo schermo diventava bianco e si vedeva una silhouette che sembrava strisciare nella cabina di proiezione: un getto di aria compressa soffiava sotto le poltrone e noi spettatori, avendo sentito qualcosa sotto i piedi, siamo fuggiti fuori. Per un bambino di 8-9 anni era veramente ben fatto, infatti ho pensato che The Tingler fosse veramente scappato nel teatro. Un altro film che ho molto apprezzato è stato “Mole People” (distribuito in Italia con il titolo “Nel Tempio degli Uomini Talpa”, 1956), un altro film molto interessante è stato “Viaggio al Centro della Terra”, dove alcune persone intraprendono un viaggio sotto Terra ed incontrano una civiltà sotterranea con cui relazionarsi. Mi ha davvero impressionato “The Blob”, il mostro mi ha decisamente colpito, come anche “King Kong”. Ovviamente quando li ho visti al cinema su grande schermo. Vedevo il serial TV “Cliffhangers” che durava circa 10 minuti ed era necessario aspettare la settimana successiva per vedere il nuovo episodio.

Quali sono i film che ti hanno più influenzato prima di lavorare nell’industria cinematografica?
I film che mi hanno particolarmente colpito prima di lavorare nell’industria cinematografica, come detto prima, sono “Il Pianeta Proibito”, “The Blob”, “The Tingler” e uno che ho dimenticato di menzionare prima che però è stato importantissimo, “La Cosa” di Howard Hawks. Film di cui John Carpenter ha fatto il remake e dove ho lavorato. Alcuni altri che mi sono rimasti impressi sono il serial TV “Buck Rogers”, con le astronavi che avevano quel timone centrale e viaggiavano nello Spazio, dove affrontavano molte avventure.
Tra il 1966 e la fine degli anni ’70 mi ricordo tre grandi film: “2001: Odissea nello Spazio”, mi colpirono i monoliti che appaiono attraverso la storia e anche la parte psichedelica che è una sorta di transizione temporale, un’incredibile lavoro cinematografico. Poi “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” che mi ha impressionato molto insieme a “Star Wars”. Mi divertivano i film con gli androidi e “La Febbre del Sabato Sera” perché era uno stile che mi piaceva. Un altro ancora che mi è piaciuto è stato “L’Ultimo Imperatore” che si svolge sullo sfondo della Cina comunista, una storia vera che mi ha colpito per il resoconto politico.

Come sei entrato a far parte della produzione di “1997: Fuga da New York?
Sono entrato a far parte della produzione di “1997: Fuga da New York” tramite Todd Ramsey che era il montatore del film. Con lui avevo già lavorato in “Star Trek”, il primo lungometraggio a cui ho preso parte nel team della progettazione degli effetti sonori, tra cui i rumori del motore a curvatura dell’Enterprise. Todd sapeva che inoltre ero musicista e scrisse una nota a John Carpenter: “questo ragazzo, Alan, potrebbe valere davvero”, così mi incontrai con Carpenter, venne nel mio studio informale, nella sala da pranzo di una casa in affitto a Glendale in California. Ci siamo seduti insieme per circa tre ore, gli ho fatto ascoltare vari suoni e gli ho suonato alcuni dei miei brani, mostrandogli di quale attrezzatura disponevo. Alla fine dell’incontro John disse: “ok, facciamolo”. Quindi questo è stato l’inizio.

Puoi parlarci della tua esperienza di registrazione all’interno di strutture antiche?
Il progetto di registrare all’interno di strutture antiche è nato nel 1991 quando mi è stato regalato un libro da un altro ingegnere del suono, Jeffrey Harris. Erano 3 volumi di circa 800 odiose pagine intitolato “The Rise of Amun-Ra” scritto da Wesley Bateman. Ho scoperto che Bateman negli anni ’60 teneva conferenze sugli UFO a Los Angeles e Silverlake e faceva chiamare il suo instituto MIND (Mental Investigation of New Dimension). Queste conferenze sono state la fonte dei retroscena di “Star Trek”, infatti Gene Rodenberry ed i suoi sceneggiatori andavano a questi incontri e si annotavano quello che succedeva, così essi sono stati la fonte d’ispirazione per l’idea della “Prima Direttiva” e per quella della “Federazione Unita dei Pianeti”. Bateman affermava infatti di essere un telepata della Federazione, difatti diceva di essere collegato mentalmente ad entità che non erano di questo mondo; una parte di quello che faceva abitualmente, era portare le persone in escursioni nel deserto e mettersi in contatto con queste entità. Successivamente ha lasciato Los Angeles, e si è tolto dal business degli UFO. Era diventato troppo strano per lui e per le persone coinvolte, era visto come se fosse straordinario; tra parentesi, era anche collega di John George Van Tassel che ha costruito il Cinco the Integratron che ancora è visitabile a Joshua Tree, California. Uno dei posti della congregazione.
Quattro anni più tardi, la stessa energia di Van Tassel e Paving, era parte di quel libro che è stato scritto sulla Grande Piramide di Giza da Bateman. Il libro in pratica dice che l’architetto che ha progettato la grande Piramide, deve avere avuto un sistema di matematica e unità di misura per idearla, perché di certo tu non dici soltanto vai e costruisci quella cosa, ci deve essere stato un piano e in quel piano ci sono dimensioni molto precise e numeri di pietre che sono tutti calcolati. Non era certamente casuale e così Bateman ha percepito che c’era una conoscenza superiore contenuta, che doveva essere rivelata nell’architettura e ha scritto il libro di 800 pagine che ho letto. Ero affascinato da quello che stava raccontando dell’Ascesa di Amun-Ra e la matematica dell’architetto originale chiamato Thoth, che è anche chiamato Hermes nella cultura greca. Le misure e le proporzioni degli angoli della grande Piramide si riferiscono attualmente a due numeri irrazionali, uno dei quali è la sezione aurea che è 1,618… Poiché è un numero irrazionale non finisce mai, è infinito, e l’altro numero è Pi greco, un numero anch’esso chiamato irrazionale in matematica. Ho letto il libro, ed ero così affascinato dal contenuto che ho cercato il suo numero di telefono e l’ho chiamato e gli ho detto, “ehi Wes, io sono Alan Howarth, sono stato a Hollywood, faccio film e cose simili, ho appena letto il tuo libro, sono affascinato, che cos’è questa cosa alla fine del libro dove dici che la piramide ha delle frequenze e suoni, voglio saperne di più”. Bateman era eccitato che qualcuno si fosse davvero preso la briga di leggere il suo libro e avesse capito di cosa stava parlando e volesse saperne di più, così nel giro di un paio d’anni ci sono state un sacco di telefonate, siamo diventati abbastanza amici e lui ha condiviso parecchie informazioni con me e ricordo anche di essere andato a casa sua, che ai tempi era nei sobborghi di Las Vegas. Aveva un oscillatore scientifico che è necessario a comporre una frequenza con massima precisione, con cui ha composto una frequenza di 423,97 cicli per secondo. Io avevo una piccola tastiera elettronica di quelle chiamate Lisa che emetteva un suono di pianoforte, siccome è elettronica ho potuto cambiare la tonalità della tastiera e così ho dovuto scordare il quadro della tastiera sulle frequenze da un tono standard a 440 cicli che è quello che hanno tutti gli strumenti musicali nel mondo. Adesso avevo una accordatura diversa, una nota sul piano non durava più 40 ma l’avevo portata a 4,423 e grosso modo un cambio di 424 cicli. Mi siedo e suono il piano con questo nuovo tono, e ottengo questo suono come da un piano del 18° secolo e lui è daccordo con me. Nel rinascimento la tonalità che pensiamo sia la frequenza della piramide era anche usata dai compositori. Allora faccio delle ricerche, scopro che il primo diapason è stato inventato nell’anno 1711 da un tizio chiamato John Shore, un suonatore di corno reale in Inghilterra. C’era un disegno di quel diapason che può essere misurato oggi ed è 423,5 cicli, la stessa nota di base, i miei occhi si sono spalancati, “aspetta un attimo, come può qualcuno 5000 anni fa circa, ideare un edificio che risuona con questa nota e un altro tizio 5000 anni più tardi prendere la stessa informazione, prendere la stessa nota, sta capitando qualcosa qui”. Quello che è effettivamente accaduto, è che ho raccontato questa storia al dottor JJ Hertzog, l’autore di un libro molto famoso chiamato “Le Chiavi di Enoch”. Il dottor Hertzog ha un’organizzazione chiamata l’Accademia delle scienze future, e mi ha detto: “Alan, io sono davvero entrato veramente in sintonia con quello di cui stai parlando, andiamo avanti e proviamolo, organizzerò una spedizione alla penisola dello Yucatan, e lì misureremo l’acustica dei templi Maya, e faremo un database”.
Ho fatto il viaggio con lui, abbiamo registrato, preso misure a oltre 200 stanze Maya di diverse dimensioni, e quello che si faceva, era emettere un suono chiamato pink noise, che di base è un suono simile ad un fruscio che contiene tutte le frequenze a portata di udito, tutte di uguale valore. Quindi emettendo in una stanza quel suono da un altoparlante, e registrandone le onde di ritorno, certe frequenze risulteranno amplificate dalla stanza, altre saranno ridotte dalla stanza. Dalla registrazione ottenuta si potrà eseguire quella che è chiamata un’analisi spettrale e determinare le frequenze amplificate dalla stanza. Abbastanza interessante, in questo caso, le frequenze della cultura Maya riflettono non i 424 cicli che Bateman diceva a proposito della piramide, ma riflettono 432 cicli, in effetti la misura era 216 che è un’ottava più bassa, ma a meno che 432 che è la frequenza delle cinque proporzioni Phi, la proporzione 1,618, era rilevabile ovunque nel sito. Come riuscivano a fare in modo che le antiche strutture amplificassero queste frequenze del suono così precisamente per gli scopi di una illuminazione religiosa o di un’esperienza meditativa? La gente in questo posto potrebbe avere una esperienza religiosa davvero incredibile, verrebbe guidata dalla stanza; possiamo chiamarla come vogliamo: religione, telepatia, meditazione, comunque tu voglia chiamarla. Poi siamo stati in Egitto e abbiamo affittato la grande Piramide per effettuare le misurazioni: ero eccitato, voglio dire siamo riusciti a concludere la cosa, siamo entrati, e ho rimesso in funzione il mio equipaggiamento. Abbiamo avuto la grande Piramide tutta per noi, privatamente per due ore, e io ho effettuato le misurazioni: non potevo davvero credere a tutto questo finché non l’avessi misurato, ed esattamente come aveva predetto Bateman, la frequenza della grande Piramide era quella che avevo misurato, è stata una festa! E’ tutto vero, perciò da allora sono andato avanti a richiedere brevetti sull’intera idea, ho libri su cui devo lavorare, ed ho app che voglio sviluppare o per le quali devo pensare al marchio, ci sarà un sito web chiamato Natural Resonance. Ci sarà descritta la storia ed anche il modo per ottenere le app e come una persona può raggiungere un cambio nella tonalità della musica che ha sul telefono. Ci sono le frequenza naturali di Pi e Phi, così come la frequenze classiche e c’è anche un’altra scala che ha attratto la mia attenzione che è derivata dalla Bibbia, chiamata la frequenza di solfeggio. Da quelle strutture antiche adesso possiamo dire al mondo della musica: ehi, sapete che ci potrebbe essere una migliore accordatura dei vostri strumenti oltre a fare riferimento ai 440 cicli, è una cosa sottile, non è poi tanto, è all’interno di un semitono, così come nel piano quando andate da un tasto bianco a un tasto nero, c’è mezzo tono, ma il fatto che c’è, e c’è un beneficio in questo, e io ho 5 test e voi potete sentire la musica prima e dopo e decidere da voi stessi cosa sono questi studi molto interessanti. Una degli obiettivi che mi pongo e sto lavorando adesso è il progetto della risonanza naturale e vorrei poter avere delle app, chiamate Sona, è questo che voglio!
A cosa stai lavorando attualmente?
Appunto come dicevo sto pensando di brendizzare le app del progetto di risonanza naturale e poi sto ancora lavorando su alcuni film. Ho appena finito di lavorare sul sound design di un film sui bigfoot girato in Colorado intitolato “Hoax”. Ho appena iniziato a lavorare ad un film che si chiama “Gothic Harvest”, un film horror che si svolge nella moderna New Orleans, racconta di una famiglia bizzarra che è stata maledetta dal voodoo. Ad ottobre, come faccio da anni ormai, specialmente durante la stagione autunnale, mi esibisco eseguendo medley delle musiche da film a cui ho lavorato. Quest’anno il nuovo Halloween, a cui Carpenter ha partecipato come produttore esecutivo, ha ridato una nuova vita al franchise, quindi usciranno delle riedizioni degli Lp in vinile, prodotti dalla Death Waltz per i collezionisti. Questo è abbastanza per tenermi occupato!

 

Ringrazio Alan Howarth per il tempo che ci ha dedicato.